Gioco d’azzardo: a Sassuolo si perdono 20 milioni all’anno
di Alfonso Scibona
Annovi: «E la cifra non tiene conto di altre scommesse» Nel distretto 754 gli assistiti nella lotta alle dipendenze
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È allarme per le dipendenze trattate dall'apposito servizio dell'Usl. Un allarme che parte dal consuntivo ufficiale reso noto di recente, riguardante i dati del 2016 in materia di sostanze stupefacenti, alcool, fumo e gioco. Ne abbiamo parlato con il responsabile del servizio, il dottor Claudio Annovi.
Dottor Annovi, come ogni anno arriva il tempo dei bilanci e i dati più recenti evidenziano che, tra tutti i servizi di dipendenza, quello che ha fatto registrare il maggior incremento è quello del gioco...
«Si parla molto di gioco - afferma il medico - ed è confermato che la dipendenza al gioco d’azzardo è al centro dell’attenzione di molti. Questo ha permesso a diversi giocatori e ai loro famigliari di avere un contatto con i nostri servizi per avere un aiuto diretto, rispetto ai programmi strutturati rivolti alla persona e il suo nucleo familiare, a livello economico ed affettivo».
Nella nostra provincia, ma anche nel distretto di Sassuolo, i numeri non sono bassi, soprattutto per quanto riguarda le perdite totali di denaro.
«I dati ufficiali del Monopolio dello Stato ricavabili da qualsiasi cittadino ed agenzia, riferiscono di una spesa di 682 milioni di euro nella provincia di Modena solo per le slot machine, con una percentuale di perdite reali pari a 123 milioni di euro, perché, come si sa, tanti giocatori rinvestono anche le vincite. A Sassuolo si arriva a 20 milioni di perdite totali annue. La stima non tiene conto degli altri tipi di gioco, quindi la somma potrebbe essere molto più alta. Questo per dire che il gioco d’azzardo è diventato un’attrazione che può essere fatale, perché oltre ad alzare il numero di giocatori che corrono il rischio di assumere un disturbo vero e proprio, colpisce una percentuale non trascurabile di cittadini che attraverso il disturbo del gioco compulsivo, determinano un’escalation che li porta alla rovina economica e familiare».
Chi si avvicina al servizio dipendenze? La famiglia o il giocatore?
«Le dipendenze patologiche non riguardano solo il gioco - spiega - perché abbiamo quattro direttrici di lavoro: ci occupiamo delle droghe illegali attraverso il Sert in ogni distretto, ci occupiamo anche di problemi legati all’alcool, legati al fumo, per chi vuole smettere di fumare tabacco; c'è, un programma per ci ha problemi nel gioco d’azzardo compulsivo. Chi si rivolge ai nostri servizi è colui che viene colpito direttamente, ma anche chi gli è vicino, come familiari o amici, che possono chiedere consulenza per aiutare le persone demotivate a combattere gli effetti dannosi creati dalle sostanze psicoattive e dal gioco».
A livello di numeri, il servizio ha qualche centinaio di persone trattate nel corso di un anno.
«Nel distretto di Sassuolo abbiamo trattato 754 persone nel 2016, tra cui 513 hanno seguito i nostri programmi strutturati, per tutti i tipi di dipendenza (201 per le droghe, 207 per l'alcool, 67 per il fumo e 38 per il gioco)».
Quanta gente riesce ad uscire da questi quattro labirinti?
«Il problema reale è che spesso questi labirinti sono collegati fra di loro: le polidipendenze non sono rare, con implicazioni diverse dal punto di vista psicologico o psichiatrico. I disturbi sono trattabili con i nostri percorsi, ma è necessario un grande livello di motivazione. Infatti, cerchiamo di coinvolgere la famiglia e il contesto in cui vive l’interessato. I risultati sono incoraggianti, perché anche se le dipendenze si presentano come disturbi cronici e recidivi, gli interventi non sono di breve periodo - non si risolve il problema con una semplice consulenza - e occorre un grande impegno, i risultati si possono raggiungere e consolidare. Il cambiamento e il miglioramento è possibile, anche perché una persona che soffre con una dipendenza non può intraprendere una via di mezzo, ossia di parziale convivenza: è necessaria un'interruzione totale. Però, possiamo lavorare anche su risultati intermedi in attesa dell’obiettivo. Per l'alcool e le droghe abbiamo elaborato interventi per la diminuzione dei danni, che aiutino le persone a trovare la motivazione necessaria per intraprendere l’ultimo tratto di ripida salita».
Dottor Annovi, come ogni anno arriva il tempo dei bilanci e i dati più recenti evidenziano che, tra tutti i servizi di dipendenza, quello che ha fatto registrare il maggior incremento è quello del gioco...
«Si parla molto di gioco - afferma il medico - ed è confermato che la dipendenza al gioco d’azzardo è al centro dell’attenzione di molti. Questo ha permesso a diversi giocatori e ai loro famigliari di avere un contatto con i nostri servizi per avere un aiuto diretto, rispetto ai programmi strutturati rivolti alla persona e il suo nucleo familiare, a livello economico ed affettivo».
Nella nostra provincia, ma anche nel distretto di Sassuolo, i numeri non sono bassi, soprattutto per quanto riguarda le perdite totali di denaro.
«I dati ufficiali del Monopolio dello Stato ricavabili da qualsiasi cittadino ed agenzia, riferiscono di una spesa di 682 milioni di euro nella provincia di Modena solo per le slot machine, con una percentuale di perdite reali pari a 123 milioni di euro, perché, come si sa, tanti giocatori rinvestono anche le vincite. A Sassuolo si arriva a 20 milioni di perdite totali annue. La stima non tiene conto degli altri tipi di gioco, quindi la somma potrebbe essere molto più alta. Questo per dire che il gioco d’azzardo è diventato un’attrazione che può essere fatale, perché oltre ad alzare il numero di giocatori che corrono il rischio di assumere un disturbo vero e proprio, colpisce una percentuale non trascurabile di cittadini che attraverso il disturbo del gioco compulsivo, determinano un’escalation che li porta alla rovina economica e familiare».
Chi si avvicina al servizio dipendenze? La famiglia o il giocatore?
«Le dipendenze patologiche non riguardano solo il gioco - spiega - perché abbiamo quattro direttrici di lavoro: ci occupiamo delle droghe illegali attraverso il Sert in ogni distretto, ci occupiamo anche di problemi legati all’alcool, legati al fumo, per chi vuole smettere di fumare tabacco; c'è, un programma per ci ha problemi nel gioco d’azzardo compulsivo. Chi si rivolge ai nostri servizi è colui che viene colpito direttamente, ma anche chi gli è vicino, come familiari o amici, che possono chiedere consulenza per aiutare le persone demotivate a combattere gli effetti dannosi creati dalle sostanze psicoattive e dal gioco».
A livello di numeri, il servizio ha qualche centinaio di persone trattate nel corso di un anno.
«Nel distretto di Sassuolo abbiamo trattato 754 persone nel 2016, tra cui 513 hanno seguito i nostri programmi strutturati, per tutti i tipi di dipendenza (201 per le droghe, 207 per l'alcool, 67 per il fumo e 38 per il gioco)».
Quanta gente riesce ad uscire da questi quattro labirinti?
«Il problema reale è che spesso questi labirinti sono collegati fra di loro: le polidipendenze non sono rare, con implicazioni diverse dal punto di vista psicologico o psichiatrico. I disturbi sono trattabili con i nostri percorsi, ma è necessario un grande livello di motivazione. Infatti, cerchiamo di coinvolgere la famiglia e il contesto in cui vive l’interessato. I risultati sono incoraggianti, perché anche se le dipendenze si presentano come disturbi cronici e recidivi, gli interventi non sono di breve periodo - non si risolve il problema con una semplice consulenza - e occorre un grande impegno, i risultati si possono raggiungere e consolidare. Il cambiamento e il miglioramento è possibile, anche perché una persona che soffre con una dipendenza non può intraprendere una via di mezzo, ossia di parziale convivenza: è necessaria un'interruzione totale. Però, possiamo lavorare anche su risultati intermedi in attesa dell’obiettivo. Per l'alcool e le droghe abbiamo elaborato interventi per la diminuzione dei danni, che aiutino le persone a trovare la motivazione necessaria per intraprendere l’ultimo tratto di ripida salita».
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