Maserati annuncia il fermo produttivo per 24 giornate
Stop dal 15 dicembre al 7 gennaio con la cassa integrazione che si lega alle festività. Fiom: «Un segnale preoccupante»
2 MINUTI DI LETTURA
Stop alla produzione per 24 giorni consecutivi nello stabilimento Maserati di Modena. È la conseguenza della decisione di aprire un periodo di cassa integrazione che andrà a legarsi alla chiusura per le festività e determinerà il fermo produttivo dal prossimo 15 dicembre al 7 gennaio.
Si è svolto venerdì scorso l’incontro tra la direzione aziendale di Maserati e le organizzazioni sindacali riguardo l’apertura di un periodo di cassa integrazione. Gli incontri con le organizzazioni sindacali sono avvenuti separatamente come sta succedendo da qualche anno a nel Gruppo Fca. L’impresa ha annunciato l’apertura di una cassa integrazione ordinaria per tutti i 270 lavoratori in produzione dello stabilimento di via Menotti, per 6 giorni dal 15 dicembre e sino al 22 dicembre prossimi.
In questo modo l’azienda opera un fermo produttivo dal 15 dicembre al 7 gennaio 2018, 24 giornate complessive, unendo il periodo di cassa integrazione al periodo di chiusura collettiva per festività natalizie. La cassa integrazione viene richiesta dall’azienda per la contrazione di domanda delle autovetture che si stanno attualmente producendo in Maserati Spa: l’Alfa 4C e i due modelli a marchio Maserati.
«La Fiom/Cgil - dice il sindacato - giudica questo lungo fermo un segnale negativo perché non è tanto il periodo in sé di cassa integrazione, ma la mancanza di un piano produttivo a medio-lungo termine per lo stabilimento del Tridente. All’incontro la Fiom/Cgil ha infatti chiesto quali siano i volumi produttivi previsti per il 2018, visto che l’azienda stessa ha dichiarato che in estate giungerà a termine la produzione dei 2 modelli Maserati. La risposta è stata che il 2018 sarà un anno simile al 2017 per i volumi produttivi, ma questo non lascia ben sperare sul rilancio dello stabilimento modenese visto che nel corso del 2017 è stato fatto ricorso per 5 mesi ai contratti di solidarietà (gennaio-maggio) e a quest’ultima più recente settimana di cassa integrazione. Inoltre da agosto 2015 ad oggi Maserati ha già utilizzato 6,5 mesi di ammortizzatori sociali (tra contratti di solidarietà e cassa integrazione) dei 24 mesi a disposizione sino a settembre 2020, e ciò insieme alla mancanza di prospettive produttive e di nuovi modelli, rafforza i motivi di preoccupazione. In diverse aziende di Fca, tra cui anche Maserati a Grugliasco, c’è stata la richiesta di cassa integrazione per allungare la chiusura festiva di fine anno: è sempre più urgente un incontro sul piano industriale di Maserati e di tutto il Gruppo Fca».
Si è svolto venerdì scorso l’incontro tra la direzione aziendale di Maserati e le organizzazioni sindacali riguardo l’apertura di un periodo di cassa integrazione. Gli incontri con le organizzazioni sindacali sono avvenuti separatamente come sta succedendo da qualche anno a nel Gruppo Fca. L’impresa ha annunciato l’apertura di una cassa integrazione ordinaria per tutti i 270 lavoratori in produzione dello stabilimento di via Menotti, per 6 giorni dal 15 dicembre e sino al 22 dicembre prossimi.
In questo modo l’azienda opera un fermo produttivo dal 15 dicembre al 7 gennaio 2018, 24 giornate complessive, unendo il periodo di cassa integrazione al periodo di chiusura collettiva per festività natalizie. La cassa integrazione viene richiesta dall’azienda per la contrazione di domanda delle autovetture che si stanno attualmente producendo in Maserati Spa: l’Alfa 4C e i due modelli a marchio Maserati.
«La Fiom/Cgil - dice il sindacato - giudica questo lungo fermo un segnale negativo perché non è tanto il periodo in sé di cassa integrazione, ma la mancanza di un piano produttivo a medio-lungo termine per lo stabilimento del Tridente. All’incontro la Fiom/Cgil ha infatti chiesto quali siano i volumi produttivi previsti per il 2018, visto che l’azienda stessa ha dichiarato che in estate giungerà a termine la produzione dei 2 modelli Maserati. La risposta è stata che il 2018 sarà un anno simile al 2017 per i volumi produttivi, ma questo non lascia ben sperare sul rilancio dello stabilimento modenese visto che nel corso del 2017 è stato fatto ricorso per 5 mesi ai contratti di solidarietà (gennaio-maggio) e a quest’ultima più recente settimana di cassa integrazione. Inoltre da agosto 2015 ad oggi Maserati ha già utilizzato 6,5 mesi di ammortizzatori sociali (tra contratti di solidarietà e cassa integrazione) dei 24 mesi a disposizione sino a settembre 2020, e ciò insieme alla mancanza di prospettive produttive e di nuovi modelli, rafforza i motivi di preoccupazione. In diverse aziende di Fca, tra cui anche Maserati a Grugliasco, c’è stata la richiesta di cassa integrazione per allungare la chiusura festiva di fine anno: è sempre più urgente un incontro sul piano industriale di Maserati e di tutto il Gruppo Fca».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
