Ostia, dove la criminalità è come la sabbia
di Gianluca De Martino
Più difficile combatterla perché i granelli sfuggono nel mare delle ricchezze frutto delle attività illecite
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ROMA . Combattere la criminalità organizzata con la confisca dei patrimoni può somigliare a quei tentativi di raccogliere la sabbia in mare. I granelli sfuggono per quanto si provi a tenere i pugni chiusi, prendono altre direzioni e, quando si riemerge dall’acqua, ci si ritrova a mani vuote. Per anni la criminalità organizzata nel quartiere di Ostia ha lasciato così, a mani vuote, lo Stato, mettendo le ricchezze accumulate con spaccio di droga, estorsioni e riciclaggio al riparo da sequestri e confische. Sebbene le tracce della presenza di organizzazioni criminali sul litorale romano sia “certificata” a partire dal 1980, come accertato dalle inchieste sulla Banda della Magliana, solo due beni definitivamente confiscati hanno riaperto con una nuova vita.
In corso ci sono iniziative in strutture sequestrate, come nel caso del porto turistico sottratto all’imprenditore Mauro Balini vicino al gruppo dei Fasciani e oggi in amministrazione giudiziaria, o come i tentativi di aprire spiagge della legalità dopo anni di speculazioni e abusivismo.
Trentasette anni fa una sentenza della Corte d’Assise di Roma sulla Banda della Magliana evidenziava l’importanza dei gruppi di Acilia e Ostia nel traffico e nello spaccio di droga, come riferimenti di Nicolino Selis. Oggi uno dei beni sottratti a Egidio Salomone, in via Maccari, a San Giorgio di Acilia, è uno dei due esempi di riutilizzo sociale. Proprio lì davanti a quella che era una sala giochi, la Planet Games, la sera del 4 giugno 2009 fu trucidato Salomone, referente della banda della Magliana per il litorale. Il locale di 216 metri quadrati fu assegnato dal Comune all’Anffas di Ostia. Quello che era un ritrovo di pregiudicati e uno strumento per il riciclaggio del denaro sporco è diventato sede di un ufficio per l’avviamento al lavoro dei diversamente abili. E poche settimane fa ha ospitato il confronto tra i due candidati alla guida del X Municipio, aggiudicata al ballottaggio a Giuliana Di Pillo del Movimento 5 stelle.
Il secondo bene confiscato e riutilizzato nel quartiere si trova in via Nicomaco. È un villino di circa 960 metri quadrati e di un valore stimato di 600mila euro, confiscato definitivamente nel 2007. Oggi ospita la casa famiglia Rosetta e svolge attività di prevenzione anche nei confronti della ludopatia. Altri due alloggi confiscati, in via Francesco Menzio, sono stati destinati dall’Agenzia all’Arma dei carabinieri e utilizzati per fini istituzionali.
Il ricambio sulla scena criminale a Ostia ha portato nei fascicoli della Procura i nomi delle cronache delle ultime settimane: i Triassi, i Fasciani, gli Spada. Il porto turistico di Roma, con oltre 800 posti barca, è sotto sequestro da luglio 2016 ed è gestito dall’amministratore giudiziario Donato Pezzuto, cui è affidata non solo la sopravvivenza ma anche il rilancio della struttura. (g. d. m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
In corso ci sono iniziative in strutture sequestrate, come nel caso del porto turistico sottratto all’imprenditore Mauro Balini vicino al gruppo dei Fasciani e oggi in amministrazione giudiziaria, o come i tentativi di aprire spiagge della legalità dopo anni di speculazioni e abusivismo.
Trentasette anni fa una sentenza della Corte d’Assise di Roma sulla Banda della Magliana evidenziava l’importanza dei gruppi di Acilia e Ostia nel traffico e nello spaccio di droga, come riferimenti di Nicolino Selis. Oggi uno dei beni sottratti a Egidio Salomone, in via Maccari, a San Giorgio di Acilia, è uno dei due esempi di riutilizzo sociale. Proprio lì davanti a quella che era una sala giochi, la Planet Games, la sera del 4 giugno 2009 fu trucidato Salomone, referente della banda della Magliana per il litorale. Il locale di 216 metri quadrati fu assegnato dal Comune all’Anffas di Ostia. Quello che era un ritrovo di pregiudicati e uno strumento per il riciclaggio del denaro sporco è diventato sede di un ufficio per l’avviamento al lavoro dei diversamente abili. E poche settimane fa ha ospitato il confronto tra i due candidati alla guida del X Municipio, aggiudicata al ballottaggio a Giuliana Di Pillo del Movimento 5 stelle.
Il secondo bene confiscato e riutilizzato nel quartiere si trova in via Nicomaco. È un villino di circa 960 metri quadrati e di un valore stimato di 600mila euro, confiscato definitivamente nel 2007. Oggi ospita la casa famiglia Rosetta e svolge attività di prevenzione anche nei confronti della ludopatia. Altri due alloggi confiscati, in via Francesco Menzio, sono stati destinati dall’Agenzia all’Arma dei carabinieri e utilizzati per fini istituzionali.
Il ricambio sulla scena criminale a Ostia ha portato nei fascicoli della Procura i nomi delle cronache delle ultime settimane: i Triassi, i Fasciani, gli Spada. Il porto turistico di Roma, con oltre 800 posti barca, è sotto sequestro da luglio 2016 ed è gestito dall’amministratore giudiziario Donato Pezzuto, cui è affidata non solo la sopravvivenza ma anche il rilancio della struttura. (g. d. m.)
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