Abbattere le barriere per gli stomizzati
La testimonianza di Stefano Piazza: «Non autocondannatevi agli “arresti domiciliari”, si può vivere»
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«Se non ci autocondanniamo agli “arresti domiciliari” in casa nostra, scopriremo che la vita con la stomia non è così impossibile da affrontare come, purtroppo, a volte, sembra. Perché la stomia influisce molto sull’aspetto psicologico delle persone, fa paura, ci blocca nelle nostre relazioni sociali e io, a un certo punto della mia vita, mi sono sentito in dovere di scardinare queste limitazioni derivanti da tabù culturali insensati». Stefano Piazza, presidente Amis Modena e vicepresidente nazionale Fais (Federazione Associazioni Incontinenti e Stomizzati), è stomizzato e ha deciso, tramite l’impegno volontario in queste associazioni, di battersi per i diritti delle persone che vivono la sua stessa condizione, e per sensibilizzare la società su una realtà sconosciuta ai più. La stomia è un’apertura sulla parete addominale, creata in seguito a un intervento chirurgico demolitivo dell’apparato urinario e/o intestinale, che serve a raccogliere le feci e le urine che fuoriescono spontaneamente in apposite sacche denominate presidi stomali. Lo stomizzato necessita di cure quotidiane, con particolare riguardo agli aspetti igienici delle stesse, nell’ottica di poter condurre, nei limiti del possibile, una normale vita sociale. «La stomia è un argomento delicato da trattare che va a tracciare una rotta con altre cose molto complesse, legate alla sfera più intima dell’individuo e che spesso portano all’isolamento sociale delle persone stomizzate – spiega Stefano – Il mio grazie va all’azienda dove lavoravo, prima del pensionamento, la Emilceramica che mi ha protetto e mi è stata sempre vicino: senza il suo supporto, probabilmente sarei stato ricoverato per depressione. Un altro grazie immenso lo rivolgo al mondo della politica, in particolare alle senatrici Maria Cecilia Guerra ed Emilia De Biasi e all’assessore alle Politiche Sociali del comune di Modena Giuliana Urbelli, molto sensibili al tema». Stefano, tra le varie cose, ha collaborato a un disegno di legge presentato nel 2015 e firmato dalla senatrice Guerra a favore delle associazioni che rappresenta e dei diritti degli stomizzati, ed è anima e motore del Progetto Romania Stoma-Care nato nel 2011, quando dalle sede della Croce Rossa di Modena partì un pulmino con circa 19.000 sacche e altro materiale sanitario, destinazione Bucarest. Stoma-Care è una missione umanitaria internazionale messa in campo da Amis (Associazione Modenese Incontinenti e Stomizzati) in collaborazione con la Croce Rossa e resa possibile grazie al contributo della Fondazione Filippo Marazzi ed al supporto dell’Ordine dei Cavalieri di Malta e di una serie di aziende produttrici di materiale sanitario. «La Romania è un paese dove le cure mediche hanno costi sproporzionati rispetto ai redditi medi e non affrontabili da chi, come uno stomizzato, abbisogna per una vita intera di assistenza specifica, ed è per questo che abbiamo deciso di indirizzare là questo tipo di supporto». (l.s.)
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