Carpi, Simone Sidoti arrestato per evasione fiscale
L’imprenditore è finito ai domiciliari per il reato di associazione a delinquere La misura cautelare disposta dalla Procura di Pistoia dopo un blitz della Finanza
CARPI. L’imprenditore Simone Sidoti, notissimo perché ex produttore in esclusiva del marchio di abbigliamento A-Style, è agli arresti domiciliari per associazione a delinquere dedita all’introduzione e al commercio in Italia di prodotti petroliferi in evasione d’imposta. Le indagini da cui sono scaturite cinque ordinanze di custodia cautelare e tre obblighi di dimora, oltre al sequestro preventivo di beni mobili e immobili per oltre 1 milione di euro, sono partite da un’operazione della Guardia di Finanza di Pistoia che ha sequestrato un’autobotte proveniente dalla Germania. Nell’autobotte era trasportato prodotto petrolifero per autotrazione, introdotto illecitamente con l’utilizzo di falsa documentazione fiscale. Complessivamente, il Tribunale di Pistoia ha denunciato 11 persone.
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Sidoti, in particolare, risulta indagato per il reato previsto dall’articolo 416 del codice penale, ovvero per associazione a delinquere finalizzata alla sottrazione all’accertamento e al pagamento dell’accisa sui prodotti energetici. I soggetti indagati insieme all’imprenditore carpigiano si sono associati per commettere più reati, commerciando sul territorio nazionale petrolio di provenienza straniera o italiana, sottraendo, quindi, tale prodotto al pagamento dell’accisa sui prodotti energetici, effettuando tali trasporti con documenti che impedivano l’identificazione del tipo di prodotto trasportato e la sua effettiva destinazione, introducendo in Italia gasolio per autotrazione di provenienza slovena, previo pagamento dell’accisa, e commerciandolo senza il pagamento dell’Iva, tramite l’uso di false dichiarazioni d’intento. Nel dettaglio, Simone Sidoti, da quanto si evince dalle carte dell’indagine, è tra i promotori dell’”associazione”. Sidoti, amministratore di fatto della Start Up srl e socio della Sid Oil srl (che si occupano di commercio all’ingrosso di prodotti petroliferi, secondo gli inquirenti, curava i collegamenti tra i clienti del nord Italia e un altro soggetto. Quest’ultimo si serviva di Sidoti per commercializzare prodotto petrolifero, in particolare olio lubrificante miscelato all’interno di una ditta toscana destinato proprio ai clienti gestiti dallo stesso Sidoti. Il quale, oltre a operazioni prettamente commerciali e di fatturazione, svolgeva anche mansioni amministrativo, contabili e finanziarie per alcune società, ponendosi quale referente nei confronti dei clienti in caso di ritardi nei pagamenti. Oppure, contattando i clienti per farsi mandare schede contabili o fatture riferite a operazioni commerciali.
Il periodo che prende in esame l’indagine riguarda elenchi di fatture false emesse negli ultimi due anni.
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