Mine, quei gioielli nati durante il terremoto
di Serena Arbizzi
San Felice. L’azienda di Manuele Goldoni mosse i primi passi nei giorni del sisma «Rispedimmo i macchinari al mittente. Poi... non ci siamo arresi e ora il rilancio»
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SAN FELICE. Si scrive Mine e si legge voglia di superare le difficoltà di una grande calamità come il sisma del 2012. Mine è il brand di un’azienda che realizza gioielli in ceramica e porcellana personalizzati, nato a San Felice proprio nei giorni terribili del terremoto.
I macchinari per avviare l’attività sono stati recapitati proprio il 29 maggio 2012 e l’azienda ha preso il via nel giardino di casa del titolare, Manuele Goldoni. «La nostra è una piccola azienda artigianale - racconta Manuele Goldoni titolare insieme a Stefania - Abbiamo aperto la nostra ditta pochi giorni dopo il terremoto nel 2012 a San Felice. Dopo la prima scossa del 20 maggio che ha sorpreso tutti noi nel sonno, abbiamo dormito alcuni giorni in macchina, terrorizzati dalle scosse di quei giorni e dalle scosse di assestamento delle settimane successive. Avevamo in programma l’arrivo dei macchinari per aprire la nostra attività proprio il 29 maggio, giorno della seconda, tremenda scossa che ha provocato morti anche nella nostra provincia. Dovevano consegnarci il forno oltre alle stampanti per la ceramica. Nel frattempo, dopo qualche giorno in auto, ci siamo decisi a rientrare in casa, convinti che non avrebbe più potuto ripetersi un terremoto come quello sconvolgente di qualche giorno prima, il 20 maggio. Abitando al primo piano, si era stabilito di posizionare i macchinari al piano terra intenzionati ad avviare lì la nostra attività. Non dimenticheremo mai quella mattina: erano da poco passate le 9. Il tecnico e io avevamo appena appoggiato il grande forno per la ceramica quando siamo stati colti di sorpresa dal terribile ritorno del sisma. Da quelle scosse che hanno modificato il volto della Bassa per sempre provocando anche dei morti. Il terremoto ci paralizzò: facevamo fatica anche a trovare la porta per scappare fuori. A quel punto abbiamo rimandato il resto dei macchinari al mittente in attesa di decidere il da farsi. Non avevamo intenzione di rientrare in casa per la paura che ritornassero le scosse. Abbiamo preso una roulotte usata e ci siamo accampati fuori casa. Per quanto riguarda l’attività non volevamo rimandare ulteriormente la partenza: così abbiamo preso un container da cantiere, lo abbiamo messo in giardino e abbiamo dato vita alla nostra azienda iniziando da lì».
Ora, a distanza di qualche anno la perseveranza e la voglia di non arrendersi hanno premiato la costanza.
«Siamo riusciti a creare il brand Mine, il primo in Italia e all’estero che produce e vende gioielli in ceramica infrangibile personalizzabili con foto e scritte, anche scritte a mano di proprio pugno. Che durano una vita» conclude Manuele.
I macchinari per avviare l’attività sono stati recapitati proprio il 29 maggio 2012 e l’azienda ha preso il via nel giardino di casa del titolare, Manuele Goldoni. «La nostra è una piccola azienda artigianale - racconta Manuele Goldoni titolare insieme a Stefania - Abbiamo aperto la nostra ditta pochi giorni dopo il terremoto nel 2012 a San Felice. Dopo la prima scossa del 20 maggio che ha sorpreso tutti noi nel sonno, abbiamo dormito alcuni giorni in macchina, terrorizzati dalle scosse di quei giorni e dalle scosse di assestamento delle settimane successive. Avevamo in programma l’arrivo dei macchinari per aprire la nostra attività proprio il 29 maggio, giorno della seconda, tremenda scossa che ha provocato morti anche nella nostra provincia. Dovevano consegnarci il forno oltre alle stampanti per la ceramica. Nel frattempo, dopo qualche giorno in auto, ci siamo decisi a rientrare in casa, convinti che non avrebbe più potuto ripetersi un terremoto come quello sconvolgente di qualche giorno prima, il 20 maggio. Abitando al primo piano, si era stabilito di posizionare i macchinari al piano terra intenzionati ad avviare lì la nostra attività. Non dimenticheremo mai quella mattina: erano da poco passate le 9. Il tecnico e io avevamo appena appoggiato il grande forno per la ceramica quando siamo stati colti di sorpresa dal terribile ritorno del sisma. Da quelle scosse che hanno modificato il volto della Bassa per sempre provocando anche dei morti. Il terremoto ci paralizzò: facevamo fatica anche a trovare la porta per scappare fuori. A quel punto abbiamo rimandato il resto dei macchinari al mittente in attesa di decidere il da farsi. Non avevamo intenzione di rientrare in casa per la paura che ritornassero le scosse. Abbiamo preso una roulotte usata e ci siamo accampati fuori casa. Per quanto riguarda l’attività non volevamo rimandare ulteriormente la partenza: così abbiamo preso un container da cantiere, lo abbiamo messo in giardino e abbiamo dato vita alla nostra azienda iniziando da lì».
Ora, a distanza di qualche anno la perseveranza e la voglia di non arrendersi hanno premiato la costanza.
«Siamo riusciti a creare il brand Mine, il primo in Italia e all’estero che produce e vende gioielli in ceramica infrangibile personalizzabili con foto e scritte, anche scritte a mano di proprio pugno. Che durano una vita» conclude Manuele.
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