Gazzetta di Modena

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«Valli Cimone? Non pagheremo»

di Daniele Montanari
«Valli Cimone? Non pagheremo»

Polinago e Fiumalbo sono usciti dall’Ente nel 2015 e non intendono ripianare i debiti del 2017

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«Soldi per Valli del Cimone? No grazie, noi abbiamo già dato». È questa la risposta di Polinago e Fiumalbo sul “profondo rosso” che segna i conti 2017 del Consorzio di promocommercializzazione. Nell'ultima assemblea dei soci è stata data comunicazione di 440mila euro di perdite su quest’anno turbolento che ha visto l'uscita di Pavullo e Serra, dopo le precedenti di Fiumalbo e Polinago appunto. Con quattro Comuni fuori, il destino dell’ente è in bilico, con una decisione pesante da prendere entro febbraio. O si chiude liquidando tutto, e quindi questi 440mila euro andranno a gravare su Comuni e Unione, rischiando di mettere in seria difficoltà i bilanci. Oppure si fa pagare qualcosa ai Comuni fuoriusciti redistribuendo il debito fra quelli che restano, impegnandosi però a cambiare lo stesso il Valli. Quale che sia la decisione, Polinago e Fiumalbo non apriranno il portafogli, facendo leva sul fatto che entrambi sono usciti dal 1° gennaio 2015. «Appena eletto sindaco nel 2013 – spiega da Polinago Gian Domenico Tomei – ho posto subito il problema del meccanismo di ripianamento debiti del Consorzio, che prevedeva per i Comuni pagamenti non in base alle quote possedute ma con un generico “dividiamo tra tutti”. E non mi andava bene: non potevo esporre il mio piccolo Comune al rischio di perdite in sentore di aumento. Io penso sia utile un ente superiore che faccia regia turistica per l'Appennino, ma deve essere sostenibile ed equo. In attesa di quel che verrà, Polinago non pagherà nulla per il rosso 2017». «Neanche un centesimo da Fiumalbo, uscito proprio sapendo del rischio di questo lievitare del debito» rimarca Mirto Campi. «Chi è rimasto dentro faccia come vuole, ma io credo che il tempo del Valli così sia finito. Noi siamo disponibili a ragionare su un ente superiore diverso, nelle persone e negli obiettivi. Personalmente, io punterei sempre di più sulle Pro Loco e gli Uffici turistici locali, capaci di risultati egregi inseguendo anche il turismo verde e le grandi opportunità dei cammini. Noi a Fiumalbo abbiamo fatto il 22% di presenze in più quest’estate. Serve sì un ente superiore per dialogare con la Regione e intercettare finanziamenti, ma perché non farlo con un consigliere per ogni Pro Loco o ufficio locale? Se vogliono un Valli rimescolato, ciao: se non cambi gli attori, lo spettacolo sarà sempre quello». «Questo debito ha aperto una situazione contabile drammatica – nota il sindaco di Fanano Stefano Muzzarelli – che chiama a una grande decisione: chiudere e liquidare chiedendo ai Comuni risorse che non hanno, oppure andare avanti con chi ci sta. Dobbiamo chiederci che strumento vogliamo, ma uno serve: è troppo semplicistico uscire e basta. Porteremo il problema anche sul tavolo della Regione da cui auspichiamo sostegno».

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