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Anche il quinto ora è agli arresti in carcere

Anche il quinto ora è agli arresti in carcere

Stava dormendo a casa sua, a Prato, convinto di essere ormai al sicuro chiamandosi fuori dall’omicidio, ma per il quinto del gruppo di adolescenti cinesi accusati dell’omicidio di piazza Dante il...

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Stava dormendo a casa sua, a Prato, convinto di essere ormai al sicuro chiamandosi fuori dall’omicidio, ma per il quinto del gruppo di adolescenti cinesi accusati dell’omicidio di piazza Dante il campanello di casa è suonato ieri all’alba. Gli agenti della Squadra mobile di Modena, compreso il dirigente Marcello Castello, gli hanno notificato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere appena emessa dalla Procura del Tribunale dei minori di Modena, lo hanno preso e portato in carcere in una città diversa da Bologna e Firenze proprio per tenerlo separato dagli altri. Questo ragazzo è infatti quello che stava davanti alla porta al momento della aggressione omicida, lo stesso che ha fatto perdere tempo all’avvocato Andrea Giberti, padre di Leo (Hu Congliang), dicendo che il ragazzo era già sceso. ll fatto che non fosse presente al momento dell’uccisione del 20enne cinese non migliora la sua posizione: è infatti considerato il “palo” del gruppo, colui che doveva impedire ad estranei di entrare durante il tragico regolamento dei conti, e quindi è una possibile aggravante in fase processuale.

Ieri in tarda serata è emerso che tutti e quattro gli altri minorenni cinesi di Prato hanno risposto alle domande del giudice per l’interrogatorio di garanzia e che il magistrato ha emesso per tutti un’ordine di custodia cautelare in carcere convalidando così l’arresto emesso inizialmente.

«Non possiamo entrare nel merito - ha spiegato l’avvocato Tiziano Veltri - hanno però risposto alle domande e sono anche loro molto cossi per l’accaduto».

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