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Carpi, parla mister A-Style: «Sono innocente, lo voglio dimostrare»

di Serena Arbizzi
Carpi, parla mister A-Style: «Sono innocente, lo voglio dimostrare»

Dai domiciliari Simone Sidoti si difende: «Pronto a spiegare Nessuna evasione fiscale, lavoro negli idrocarburi da anni»

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CARPI. «Sono innocente rispetto ai reati di cui vengo accusato. Opero da anni nel settore del commercio di petrolio e ho sempre agito correttamente, pagando l’Iva e saldando le accise in funzione del prodotto commercializzato». Simone Sidoti si difende, per il tramite del suo avvocato Cristian Stove, e respinge le accuse che gli vengono rivolte dalla Procura di Pistoia, di associazione a delinquere dedita all’introduzione in Italia di prodotti petroliferi in evasione d’imposta. L’imprenditore carpigiano, divenuto noto perché ex produttore del marchio d’abbigliamento A-Style, è ai domiciliari nella sua abitazione di via Guido Fassi in cui, insieme all’avvocato Stove, sta mettendo a punto la propria difesa per dimostrare la sua innocenza rispetto all’accusa di vendere oli per carburanti lucrando su Iva e accise.

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«Non conosco nemmeno alcune persone e imprese citate nell’ordinanza del Tribunale - continua Sidoti - E non sono mai stato contabile degli indagati, bensì un commerciante terzo, un intermediario di compravendite avvenute tra altri soggetti».

«Sidoti è stato colto totalmente alla sprovvista da questa misura che non ci sta - afferma l’avvocato Stove - Il mio assistito si dichiara completamente estraneo dalle ipotesi contestate nel procedimento toscano da cui si dissocia in modo deciso in attesa di comparire davanti al Gip per chiarire la sua posizione. Nel giro di pochi giorni sarà fissata, infatti, la data dell’interrogatorio durante il quale Sidoti non si avvarrà della facoltà di non rispondere, ma argomenterà la sua innocenza. Per quanto riguarda l’associazione a delinquere, non esiste e non lo contempla: Sidoti da diversi anni si occupa di commercio di idrocarburi in modo autonomo ed estraneo dal profilo illecito. Tra l’altro, il mio assistito ha operato con due società, una delle quali, la Start Up, non esiste più. E tutto è sempre avvenuto correttamente dal punto di vista dell’Iva. Nel caso di compravendita in territorio italiano tutto è avvenuto senza violazioni fiscali e quando, talvolta, faceva il trader, l’intermediario, tra più aziende operava come procacciatore d’affari, senza intervenire nella gestione fiscale. Inoltre, le sue aziende non sono state oggetto di sequestri. Ora, tutta la documentazione è stata acquisita dagli inquirenti» conclude il legale.

Le indagini hanno portato complessivamente a cinque ordinanze di custodia cautelare, tre obblighi di dimora, al sequestro preventivo di beni per un milione. Tutto è partito da un’operazione della Guardia di Finanza di Pistoia che ha sequestrato un’autobotte proveniente dalla Germania con prodotto petrolifero introdotto con falsa documentazione fiscale.
 

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