Gazzetta di Modena

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Castelfrigo, aggressioni e alta tensione

di Sara Donatelli
Castelfrigo, aggressioni e alta tensione

Castelnuovo. I proprietari: «Un sindacalista ha colpito un nostro familiare. Non è la prima volta». Cgil: «Nessuna violenza»

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CASTELNUOVO. Si alza l’asticella dello scontro tra i 127 soci-lavoratori delle cooperative appaltatrici della Castelfrigo a rischio licenziamento e i vertici dell’azienda. Ieri sono infatti dovuti intervenire i carabinieri di Castelnuovo per fare allontanare circa trenta lavoratori che, insieme ad alcuni dirigenti sindacali della Flai-Cgil, hanno spostato la protesta davanti ad un’azienda agricola e maneggio di proprietà di un familiare dei presidenti della Castelfrigo che, a detta dei vertici della ditta, è totalmente estraneo alla compagine aziendale.

«I lavoratori, pur invitati più volte ad uscire dalla proprietà privata, hanno rifiutato ed hanno offeso pesantemente i presenti», raccontano i proprietari della Castelfrigo, i quali non solo parlano di un’aggressione fisica da parte di un sindacalista della Flai-Cgil ai danni di un loro familiare, il quale stava riprendendo con il telefonino ciò che stava accadendo, ma raccontano anche di intimidazioni, minacce ed insulti ricevute nei mesi scorsi durante altre manifestazioni sindacali nei confronti di un loro cliente e di un’altra familiare. «Queste ulteriori prevaricazioni ed aggressioni personali sono dovute ad un inaccettabile clima di violenza che è stato creato ad arte, con il ricorso anche a palesi mistificazioni della realtà. L’aperta aggressione non più solo alla nostra azienda, ma alle persone fisiche dei figli e dei parenti dei soci dell’azienda, è una inaccettabile strumentalizzazione e degenerazione della vertenza sindacale in atto, ed è dimostrazione di una escalation incontrollabile ed incontrollata e che ci fa temere per l’incolumità fisica delle nostre persone e dei nostri cari. Tutto ciò è inaccettabile», ribadiscono.

Marco Bottura, segretario della Flai-Cgil di Modena, presente alla manifestazione racconta invece una versione completamente diversa: «La manifestazione è stata pacifica, come tutte quelle portate avanti dai soci-lavoratori dal 17 ottobre. Noi eravamo fermi ai margini dell’azienda quando è stato l’uomo a riprenderci con il suo cellulare, arrivando ai nostri visi in maniera molto ravvicinata ed è per questo che abbiamo scostato il suo cellulare ma senza alcuna aggressività. La nostra manifestazione è durata circa mezz’ora, poi siamo andati via».

Bottura spiega anche il perché fossero lì presenti: «All’interno di quell’azienda agricola hanno lavorato molti dei soci-lavoratori oggi a rischio licenziamento ed è per questo che abbiamo deciso di manifestare in quel luogo». I vertici della Castelfrigo hanno fatto sapere di aver segnalato quanto accaduto alle Autorità competenti “chiedendo che si prevengano future aggressioni ai nostri beni aziendali e, soprattutto, ai nostri cari ed alle nostre persone».

Cgil replica che gli altri episodi citati da Castelfrigo - aggressioni e minacce a una familiare neo-mamma e un cliente - “si riferiscono alle mobilitazioni di febbraio 2016 quando capitò anche che uno dei fratelli Ciriesi uscì dai cancelli inveendo contro i soci-lavoratori delle cooperative e urlando. Tuttavia, su tutti gli episodi del 2016, le parti avevano deciso di non procedere a querela secondo il Verbale d’Accordo del 16 febbraio 2016».



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