LA REPLICA AL COLLEGA GIBELLINI
«Esequie in chiesa, è giusto così»
Paltrinieri (Concordia): «Le funeral home hanno altri compiti»
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MIRANDOLA. Non tutti gli imprenditori nel settore delle onoranze funebri sono d’accordo con la dura presa di posizione di Gianni Gibellini, titolare di due Case funerarie, una a Modena ed una a Mirandola, nei confronti della Diocesi di Carpi che, tramite lettera ed appellandosi al diritto canonico, aveva precisato come “le esequie devono essere celebrate nella chiesa della propria parrocchia”.
Rocco Paltrinieri, da oltre 30 anni nel settore e responsabile di tutta l’area modenese per la ditta Concordia - già proprietaria della Casa del Commiato “Domus Mirandola” - si dissocia completamente dalla polemica sollevata da Gibellini contro la Diocesi e il vescovo di Carpi.
«Gibellini dà una sua personale interpretazione di ciò che il Codice di diritto canonico sancisce in merito alla celebrazione delle esequie ai funerali - dice Paltrinieri - la Diocesi di Carpi e don Flavio Segalina, parroco di Mirandola, non ci vietano, come asserisce il collega, di fare il nostro lavoro. Semplicemente cerchiamo di compiere il nostro dovere, senza scomodare il vescovo o addirittura il Papa, nel pieno rispetto dei nostri ruoli. Ruoli che il Codice di diritto canonico sancisce da sempre: la celebrazione della Santa messa ed il rito delle esequie si sono sempre svolti in una chiesa e mai altrove. Non è una novità per me, pur disponendo di una Funeral Home come Gibellini. Nessuno della ditta Concordia ha mai proposto ai dolenti di sostituire la propria parrocchia con la Casa del Commiato, per una cerimonia funebre religiosa».
Paltrinieri non si allinea ad altre tesi di Gibellini. «Pur operando in aree colpite dal sisma - puntualizza - l’emergenza iniziale delle tensostrutture di cui parla il collega è terminata da parecchio: la chiesa di via Posta a Mirandola c’è, come le altre già sorte nei paesi della Bassa. Non credo poi che la Chiesa, con la lettera della Diocesi, allontani i fedeli. Massima assistenza ai familiari in lutto nei locali accoglienti della Funeral Home, ma non confondiamo il sacro con il profano: continuiamo a raccoglierci nella nostra parrocchia per rendere sacro l’estremo saluto. Solo così ci sentiremo uniti e vicini a Cristo».
Valentina Corsini
Rocco Paltrinieri, da oltre 30 anni nel settore e responsabile di tutta l’area modenese per la ditta Concordia - già proprietaria della Casa del Commiato “Domus Mirandola” - si dissocia completamente dalla polemica sollevata da Gibellini contro la Diocesi e il vescovo di Carpi.
«Gibellini dà una sua personale interpretazione di ciò che il Codice di diritto canonico sancisce in merito alla celebrazione delle esequie ai funerali - dice Paltrinieri - la Diocesi di Carpi e don Flavio Segalina, parroco di Mirandola, non ci vietano, come asserisce il collega, di fare il nostro lavoro. Semplicemente cerchiamo di compiere il nostro dovere, senza scomodare il vescovo o addirittura il Papa, nel pieno rispetto dei nostri ruoli. Ruoli che il Codice di diritto canonico sancisce da sempre: la celebrazione della Santa messa ed il rito delle esequie si sono sempre svolti in una chiesa e mai altrove. Non è una novità per me, pur disponendo di una Funeral Home come Gibellini. Nessuno della ditta Concordia ha mai proposto ai dolenti di sostituire la propria parrocchia con la Casa del Commiato, per una cerimonia funebre religiosa».
Paltrinieri non si allinea ad altre tesi di Gibellini. «Pur operando in aree colpite dal sisma - puntualizza - l’emergenza iniziale delle tensostrutture di cui parla il collega è terminata da parecchio: la chiesa di via Posta a Mirandola c’è, come le altre già sorte nei paesi della Bassa. Non credo poi che la Chiesa, con la lettera della Diocesi, allontani i fedeli. Massima assistenza ai familiari in lutto nei locali accoglienti della Funeral Home, ma non confondiamo il sacro con il profano: continuiamo a raccoglierci nella nostra parrocchia per rendere sacro l’estremo saluto. Solo così ci sentiremo uniti e vicini a Cristo».
Valentina Corsini
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