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Imprenditore modenese: «La escort era minorenne? Non sembrava»

di Carlo Gregori
Imprenditore modenese: «La escort era minorenne? Non sembrava»

Lo sfruttatore della diciassettenne condannato a 6 anni e mezzo, l’aiutante ed "ex fidanzato" a 3. Il racconto del “cliente” 67enne modenese: la scoperta dell'età e la foto hard sotto la doccia

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MODENA. «Signor giudice, quando in quell'hotel mi hanno detto che la ragazza non poteva entrare perché era minorenne, sono cascato dalle nuvole. Da guardare così aveva 28 anni, mica pensavo che non ne avesse neanche 18. Ne aveva quasi 18, mi hanno detto dopo».

L'imprenditore 67enne, modenese al cento per cento, ieri si è lanciato in un racconto boccaccesco di “intrattenimenti” di provincia davanti ai giudici. La circostanza, però, era molto seria: il processo riguardava un caso di sfruttamento della prostituzione minorile. Gli imputati in concorso erano due modenesi: S.G., il 64enne, “primo fidanzato” con 45 anni di differenza e procacciatore di contatti, e G.C., suo attuale "fidanzato" e sfruttatore di 47 anni (30 anni di differenza) ritenuto il suo aiutante.


Il “fidanzato” 47enne è stato condannato a 6 anni e 6 mesi, l’ “aiutante” ed ex "fidanzato" 64enne a 3 anni di carcere.

A parlare era un attempato imprenditore geminiano che prima è stato cliente della ragazza e poi colui che ha denunciato il tutto alla polizia. E ieri ha testimoniato (non è imputato ma era già stato condannato con decreto penale a 4 mesi) davanti al Collegio del Tribunale.

La vicenda - piuttosto chiacchierata quando fu resa nota - è quella di una adolescente di origini sudamericane che avrebbe mantenuto il suo amante facendo la escort. Nessuna rivelazione scottante, in aula, solo il racconto di un cliente “alla mano” che non ha nascosto nulla ma che ha scostato il velo su un mondo ben poco scintillante e seducente. «Da vedere non sembrava una ragazzina - ha raccontato ai giudici - sono un ingenuo, pensate che credevo che una donna fosse maggiorenne a 16 anni. Ma poi la credevo più grande. E poi l'ho conosciuta su internet, negli annunci si pubblicizzava come “La Puledra”». A un certo punto il pm chiede se lei conoscesse la sua identità. «Mi facevo chiamare Gianni. Di sicuro non davo il mio nome». Che telefono usava? «Quello aziendale». Sua moglie sapeva? «L’ha saputo dopo».

Nel 2015 Gianni “frequenta” alcune volte la ragazza. «La pagavo come pattuito 100 euro. Una volta l’ho anche portata con me a Piacenza dove andavo per lavoro». La scoperta dell’età avviene per caso durante una serata in un hotel di provincia, quando lo scrupoloso (e corretto) receptionist si scusa per non potergli dare la camera: la ragazza che l'accompagna è minore. Gianni torna a casa deluso e stupito, ma la escort gli manda degli «affettuosi» sms. E poi?, chiede il pm. «Il discorso dell'età - racconta Gianni imbarazzato - mi preoccupava eccome. L'ho allontanata». Ma lei continua a mandargli sms di richiamo, Gianni non cede.

 

Finché un giorno... «La ragazza mi manda un sms con scritto “Ho bisogno di vederti”. Ho pensato che fosse qualcosa di importante. Ho chiamato il suo “amico” (il 64enne, ndr), che avevo conosciuto (era un tipo a volte anche simpatico se non fosse stato per il suo “lavoro”). E lui mi ha detto di farmi trovare in una laterale di via Giardini a Modena, lei mi avrebbe raggiunto». Qui il ricordo si fa teso. «Passano due giorni. Arrivo lì all'ora stabilita, parcheggio e aspetto in auto. Poi arriva uno sconosciuto e mi bussa al finestrino. “Sei tale dei tali e tua moglie si chiama così e cosà?” Ero stupito: sapeva perfettamente i miei dati. Quel tipo è salito in auto e senza dire niente mi ha dato uno schiaffone. Un ceffone a mano aperta». Lo sconosciuto era l'attuale "fidanzato", il 47enne.

«Mi fa vedere una foto. C'ero io di spalle con la ragazza, tutti e due nella doccia di un hotel dove ci eravamo trovati. “Facciamo così - mi fa quello - adesso mi dai 30mila euro o per te finisce male”. Dottore, quella ragazza l'ho sempre pagata quello che voleva, ma 30mila euro così, no, non se ne parlava. Appena se ne è andato, sono filato di corsa dalla polizia senza pensarci. Subito. In questura ho fatto la denuncia». Appena esce dalla questura Gianni chiama pieno di rabbia l'“amico” 64enne della ragazza. «Gli ho chiesto cos'erano la foto e quella richiesta, cosa voleva fare mandandomi quel tipo che mi ha schiaffeggiato e sapeva tutto di me e della mia famiglia. “Hai sbagliato persona”, gli ho detto. E lui: “Mai dai, non prendertela, è un malinteso, adesso gli parlo”. Capisce? Cercava di mediare per ottenere uno sconto. Ma io non volevo dare neanche un euro. Mica gli ho spiegato che lo avevo appena denunciato».


 

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