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«Imu, Tari e pubblicità: le tasse che ci schiacciano»

«Imu, Tari e pubblicità: le tasse che ci schiacciano»

Le associazioni di commercianti e imprese scrivono alle amministrazioni locali: «Evitate di opprimerci, sostenete chi investe e dateci davvero la banda larga»

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Cari Comuni, di strada da fare ce n’è ancora tanta. E magari insieme, senza corse in avanti per dare risposte puntuali e precise alle piccole e medie imprese, senza singolari gabelle.

Se fosse una lettera delle associazioni alle amministrazioni locali, potrebbe essere quello scritto qui sopra l’inizio, nemmeno troppo velato, per capire che cosa deve cambiare nel rapporto con i cittadini.

Così Rete Imprese Italia - che accomuna Confcommercio, Cna, Confesercenti e Lapam - ieri ha presentato la sua “lista della spesa” alla vigilia della discussione sui bilanci comunali che avverrà un po’ in tutta la provincia nelle prossime settimane.

Primo problema all’ordine del giorno sono le tasse, soprattutto quelle nascoste, memorabili anche a Modena restano i verbali sugli zerbini: «In tema di fiscalità locale, da un lato continuiamo a ritenere necessario - sottolinea Rete Imprese - che il fardello dell’Imu sugli immobili strumentali vada tolto dalle spalle dalle imprese, dall'altro riteniamo vada accelerato il percorso di superamento della Tari per arrivare ad una tariffazione puntuale, mentre per l'imposta di pubblicità l'invito ai Comuni è di evitare atteggiamenti oppressivi anche sulla base di interpretazioni normative singolari».

Una strategia comune servirebbe sui finanziamenti: «In un quadro nel quale le operazioni di riqualificazione urbana contemplano sempre più spesso l'apertura di nuovi insediamenti commerciali di medie e grandi dimensioni - continua Rete Imprese - appare utile prevedere e destinare un contributo di perequazione nonché una quota di oneri di urbanizzazione alla creazione di un fondo per il sostegno di progetti imprenditoriali da parte di under 30 e di valorizzazione del commercio ed artigianato di vicinato».

Dalle associazioni viene chiesta anche particolare attenzione agli appalti: «Il Nuovo Codice degli Appalti risulta essere ancora penalizzante per le piccole e medie imprese», sottolinea Rete Imprese, «e per tale motivo chiediamo che le gare dei Comuni prevedano tempi meno ristretti per la redazione delle offerte, minori requisiti finanziari, la suddivisione degli appalti in blocchi funzionali, l'adozione di meccanismi di rotazione con cui inserire un limite al numero di lotti che un’impresa può aggiudicarsi e l'utilizzo dell'elenco dei fornitori come strumento di scelta per la selezione dei contraenti nelle gare fino ad un milione di euro (dette “sottosoglia”)».

In tema di turismo si chiede di non essere passivi con Bologna: «guidare il sistema economico verso le prospettive di crescita della domanda turistica e per questo siamo convinti sia assolutamente indispensabile che il nostro territorio si doti di strumenti organizzativi, finanziari, professionali, utili a confrontarsi con altri territori, in particolare con quello bolognese. Occorre, in particolare, definire uno strumento che preveda un momento politico con cui individuare strategie, obbiettivi e mettere in campo». E in tema di innovazione «la banda larga è una necessità, chiediamo che gli enti locali fungano da facilitatori».

Davide Berti

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