Gazzetta di Modena

Modena

L’INTERVENTO 

Adani: «Calcio giovanile, servono mister preparati, non gli amici degli amici»

Adani: «Calcio giovanile, servono mister preparati, non gli amici degli amici»

Il tema dei settori giovanili è tornato di stretta attualità dopo la clamorosa mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali di Russia: interviene l'ex calciatore voce di Sky

2 MINUTI DI LETTURA





Il tema dei settori giovanili è tornato di stretta attualità dopo la clamorosa mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali di Russia 2018. Era successo una sola volta nella storia, ormai sessant’anni fa, ma allora la massima competizione calcistica del pianeta era a 16 squadre e non a 32 come adesso. Rifondare il calcio italiano è l’appello lanciato da tanti professionisti del settore dopo le dimissioni del presidente federale Carlo Tavecchio, puntando con determinazione proprio sulla formazione dei giovani per far sì che il calcio nel Bel Paese possa tornare ai fasti di un tempo. Anche Daniele Adani, ex difensore di serie A ed oggi opinionista di punta della piattaforma satellitare Sky, ha parlato senza mezza termini del fallimento del calcio nazionale a tutti i suoi livelli. Nato a Correggio 43 anni fa e cresciuto calcisticamente nel vivaio del Modena, prima di una lunga carriera nel calcio professionistico con le maglie di Brescia, Fiorentina, Inter, Ascoli, Empoli e Nazionale dopo aver debuttato proprio in gialloblù, Adani si è focalizzato proprio sulla necessità di ripartire dai settori giovanili in un intervento nella trasmissione radiofonica Deejay Chiama Italia: «Bisogna lavorare sulle strutture e sui campi – le sue parole – ma non solo. È necessario rendere professionisti gli allenatori. Oggi nei settori giovanili ci sono amici di amici di amici che prendono diarie in un dopolavoro: ci vogliono professionisti per allenare questi ragazzi». La denuncia di Adani non è passata sottotraccia, condivisa a più riprese sui social network a testimonianza di un pensiero assai condiviso anche tra molti addetti ai lavori. Non serve semplicemente concentrarsi su strutture e professionalità degli allenatori, perché una piaga del giorno d’oggi è anche quella del genitore-tifoso: «Anche la famiglia – ha sottolineato Adani – è molto importante: quando i genitori portano il figlio ad allenarsi, poi c’è da tirarsi via dalle scatole. Non bisogna stare dietro alla rete a dire all’allenatore come dovrebbe giocare, se con il 4-3-3 o con qualsiasi altro modulo». C’è tanto da lavorare, ma il messaggio di Lele Adani è quello del quale si fanno portavoce tutti gli ex calciatori che sognano di riportare il calcio alle sue origini, senza quei vizi che oggi lo hanno portato in una direzione sbagliata e pericolosa.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google