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Cinema Olympia sgomberato all’alba: murati gli ingressi

di Carlo Gregori
Cinema Olympia sgomberato all’alba: murati gli ingressi

Irruzione e proteste del Guernica ma nessuna tensione  Via Trento Trieste isolata: seri disagi. Occupazione di un mese

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Non era ancora l’alba quando ieri alle 5.40 i carabinieri del Reparto Mobile hanno fatto irruzione nell’ex Cinema Olympia. Hanno svegliato i tre occupanti di presidio del collettivo autonomo Guernica notificando lo sgombero immediato in vista del sequestro preventivo. Poi la camionetta e i militari in assetto antisommossa si sono schierati tra via Trento Trieste e via Sabattini chiudendo via Malmusi, sede del cinema, a chiunque, giornalisti compresi. Subito dopo la municipale ha chiuso tutto Trento Trieste creando per ore gravi disagi al traffico, incanalato su viale Moreali. Davanti al tribunale sono stati messi agenti spiegati in presidio ma non si è visto neppure un autonomo. È iniziata così, con grande spiegamento di forze, la fine dell’occupazione durata quasi un mese dell’Olympia. Un gesto che voleva attirare l’attenzione della città su spazi abbandonati. Ma anche l’occasione per tanti modenesi di tornare all’interno di un luogo nostalgico, dove si poteva sognare guardando un film, e che conserva il mosaico del Giberti nell’atrio. È stata l’ occupazione che ha attirato più visitatori, creando un contatto tra il collettivo e i modenesi. Ma proprio questa curiosità ha spinto le autorità a sostenere il pericolo imminente. Ieri il procuratore capo Lucia Musti ha sottolineato che, oltre alla solita denuncia per occupazione abusiva, questa volta si è arrivati al sequestro preventivo. Chiesto dal pm Marco Niccolini e autorizzato dal gip, il sequestro dell’Olympia nasce dalla necessità di evitare il peggio. Come una strage da crollo. Lo stesso motivo che aveva spinto il sindaco Gian Carlo Muzzarelli a transennare l’edificio nella facciata di via Malmusi subito dopo l’occupazione dopo 12 anni di incuria.

Lo sgombero è durato ore. Tutto si è svolto in modo tranquillo. Dai 30 ai 50 gli attivisti presenti filmati dalla Digos. Qualche slogan, le battute ai carabinieri, il fracasso con i cassonetti percossi come tamburi e poco più. Qualcuno è entrato per prendere le cose del Guernica. Nel frattempo sono arrivati i muratori che hanno iniziato a blindare ogni accesso del cinema. Soprattutto dal cortiletto, dove si trovano le porte di emergenza.

Ora resta da capire quale triste destino aspetta l’Olympia dopo quest ultimo bagliore di vita durato meno di un mese, durante il quale sono stati fatti laboratori coi bambini, cineforum, concerti e una serata con lo scrittore Ugo Cornia.

Lo stabile è davvero malconcio anche se gli autonomi lo hanno ripulito da una sporcizia impressionante. Ora il tribunale, che lo ha in custodia dopo un’ordinanza di esecuzione immobiliare dovrà metterlo all’asta. Ma a chi può interessare in quelle condizioni e oltretutto con il vincolo della Soprintendenza per il mosaico?

Il Guernica insiste col ribadire che i ragazzi stavano occupando un alloggio inutilizzato e a rischio degrado. Nel pomeriggio hanno manifestato in Consiglio comunale e ieri sera si sono radunati in via Malmusi per un altro incontro pubblico. I loro commenti puntano sull’incisività della occupazione: «Anche se durata solo tre settimane, ha avuto un respiro profondo che ha penetrato il guscio stantio della politica cittadina - scrivono - le domande sulla crescente cementificazione, sul riutilizzo degli spazi abbandonati, sulla cosiddetta “rigenerazione urbana” sono ancora tutte lì sul tavolo, con risposte ancora più inadeguate come dimostrato dall'occupazione di quel gioiellino dell’ Olympia di cui Modena si era riscoperta affezionata. Mai sottovalutare la memoria».

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