Comune-Cmb, braccio di ferro
L’assessore Giacobazzi sull’amianto in rotatoria: «È un onere dell’azienda»
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«Non ci sono rischi per la salute relativi all’area della rotatoria provvisoria di via Emilia est. E, nonostante Arpa e Ausl avessero individuato un’alternativa alla rimozione per la messa in sicurezza del materiale contenente ofiolite lì dov’è, abbiamo sempre continuato a imporre all’impresa lo smantellamento dell’infrastruttura e la bonifica».
Lo ha detto l’assessore ai Lavori pubblici e Mobilità Gabriele Giacobazzi rispondendo all’interrogazione, trasformata in interpellanza, del M5s illustrata da Marco Rabboni sulla situazione della rotatoria provvisoria di via Emilia est realizzata con pietra contenente fibre di amianto.
Il consigliere ha chiesto se è vero che il Comune «ha lasciato decadere i termini previsti dalla convenzione iniziale per lo smantellamento della rotatoria, dovendo poi procedere ad una risoluzione di controversia con Cmb», se ha preservato tutte le azioni legali verso Cmb, perché non pretende la bonifica «come da obblighi previsti da bando di gara e da successiva riconvenzione del 2008”ì» e «non escute la fideiussione da 160.000 euro».
L’interrogazione chiedeva inoltre come mai «l'impresa costruttrice ha fatto ricorso a un materiale contenente amianto per realizzare un’opera provvisoria che doveva essere smantellata»; se il Comune ha pagato ai proprietari l’indennità di occupazione delle aree e, se sì, quanto; se i 12 milioni di euro del maxi appalto della rotatoria di via Emilia Est - tangenziale Estense comprendevano anche i costi della dismissione della rotatoria provvisoria
L’assessore ha spiegato che «è la movimentazione di questo materiale che crea problemi» e che «oltre allo smantellamento è stata considerata anche la sigillatura in loco con le dovute attenzioni per impedire in futuro fuoriuscite di fibre. Quel materiale – ha proseguito – fu accettato dal direttore dei lavori. Se non fosse stato utilizzabile ai sensi della normativa non sarebbe mai stato impiegato». Giacobazzi ha spiegato che «si sono svolte tre sedute della Conferenza dei servizi rispetto alla rotatoria provvisoria e nell’ultima – ha precisato – la Cmb, azienda costruttrice, si è dichiarata intenzionata a raggiungere un accordo. È un onere che hanno cercato di rinviare il più possibile, ma il Comune non ha mai rinunciato alla rimozione: sta agendo per ottenerla il più presto possibile e dovranno risponde di eventuali inadempimenti». L’assessore ha quindi chiarito che «non si sono lasciati decadere i termini», che «la fideiussione è di importo assolutamente insufficiente rispetto ai valori necessari per la bonifica».
Lo ha detto l’assessore ai Lavori pubblici e Mobilità Gabriele Giacobazzi rispondendo all’interrogazione, trasformata in interpellanza, del M5s illustrata da Marco Rabboni sulla situazione della rotatoria provvisoria di via Emilia est realizzata con pietra contenente fibre di amianto.
Il consigliere ha chiesto se è vero che il Comune «ha lasciato decadere i termini previsti dalla convenzione iniziale per lo smantellamento della rotatoria, dovendo poi procedere ad una risoluzione di controversia con Cmb», se ha preservato tutte le azioni legali verso Cmb, perché non pretende la bonifica «come da obblighi previsti da bando di gara e da successiva riconvenzione del 2008”ì» e «non escute la fideiussione da 160.000 euro».
L’interrogazione chiedeva inoltre come mai «l'impresa costruttrice ha fatto ricorso a un materiale contenente amianto per realizzare un’opera provvisoria che doveva essere smantellata»; se il Comune ha pagato ai proprietari l’indennità di occupazione delle aree e, se sì, quanto; se i 12 milioni di euro del maxi appalto della rotatoria di via Emilia Est - tangenziale Estense comprendevano anche i costi della dismissione della rotatoria provvisoria
L’assessore ha spiegato che «è la movimentazione di questo materiale che crea problemi» e che «oltre allo smantellamento è stata considerata anche la sigillatura in loco con le dovute attenzioni per impedire in futuro fuoriuscite di fibre. Quel materiale – ha proseguito – fu accettato dal direttore dei lavori. Se non fosse stato utilizzabile ai sensi della normativa non sarebbe mai stato impiegato». Giacobazzi ha spiegato che «si sono svolte tre sedute della Conferenza dei servizi rispetto alla rotatoria provvisoria e nell’ultima – ha precisato – la Cmb, azienda costruttrice, si è dichiarata intenzionata a raggiungere un accordo. È un onere che hanno cercato di rinviare il più possibile, ma il Comune non ha mai rinunciato alla rimozione: sta agendo per ottenerla il più presto possibile e dovranno risponde di eventuali inadempimenti». L’assessore ha quindi chiarito che «non si sono lasciati decadere i termini», che «la fideiussione è di importo assolutamente insufficiente rispetto ai valori necessari per la bonifica».
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