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I bimbi si emozionano davanti al tricolore

I bimbi si emozionano davanti al tricolore

Spilamberto. Cittadinanza onoraria per 14 alunni delle scuole Fabriani, stranieri ma nati in Italia 

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SPILAMBERTO. Quattordici bambini nati in Italia, ma di origine straniera, sono ufficialmente cittadini onorari del nostro Paese. La cerimonia, avvenuta ieri nello Spazio Eventi Famigli, ha visto la presenza di tantissimi alunni ed altrettanti genitori: tutti testimoni di un evento che rimarrà indelebile nella mente dei bambini che si sono visti consegnare un attestato attraverso cui viene loro riconosciuto un diritto fondamentale per ogni singolo essere umano: essere cittadini. E i compagni di classe facevano il tifo per loro. A spiegarlo il preside dell’Istituto Comprensivo Fabriani, Daniele Barca, che ha provato a far capire ai bambini come la cittadinanza sia un diritto che spetta a tutti, ma per alcuni è un po’ più complicato ottenerlo: «Essere cittadini è una grande responsabilità, perché vuol dire far parte di una comunità, di una famiglia allargata. L’Italia è uno dei paesi più giovani dell’Unione Europea. E così come crescono i bambini, anche i Paesi crescono grazie ai nuovi cittadini. E voi, da oggi, siete artefici di questa crescita». È il terzo anno consecutivo che il Comune di Spilamberto sceglie di concedere la cittadinanza onoraria ai minori di origine straniera nati in Italia e residenti sul territorio spilambertese. «Oggi rendete concreto il sogno di una comunità che cresce e che accoglie - ha dichiarato il sindaco Umberto Costantini -. Sappiate che sarò al vostro fianco come vostro rappresentante. Proprio per questo sto lottando, a livello nazionale, affinché lo Ius Soli diventi una legge dello Stato». Marocco, Tunisia, India, Sri Lanka, Romania e Albania: sono questi i paesi da cui sono partiti anni fa i genitori di questi bambini e che oggi erano presenti nel momento in cui i propri figli sono diventati cittadini del paese che li ha visti nascere e che li sta vedendo crescere. A concludere l’incontro, le parole di due bambini: «Esistono persone povere, che fuggono dalla guerra. Se fossimo al posto loro, noi cosa faremmo?» (s.d.)

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