Gazzetta di Modena

Modena

Parrocchiale “Primavera” tra ruspe e idee di rilancio

di Gabriele Bassanetti
Parrocchiale “Primavera” tra ruspe e idee di rilancio

Fiorano. Confronto tra don Lumare e fedeli su cinema e proprietà immobiliari «Non lo abbattiamo subito, ma se qualcuno è interessato deve farsi avanti»

3 MINUTI DI LETTURA





FIORANO. Un’assemblea parrocchiale per fare il punto sugli immobili e sul loro destino, da quelli più vetusti a quelli bisognosi di ristrutturazione o valorizzazione. La parrocchia di Fiorano ha scelto il confronto pubblico con i suoi fedeli, anche in conseguenza delle voci emerse nei giorni scorsi a proposito del probabile abbattimento del cinema teatro Primavera. La sala non è l’unica proprietà parrocchiale di cui si è discusso con i circa ottanta fedeli presenti al Salone del Pellegrino, a fianco del Santuario, ma sicuramente il Primavera è stato uno dei “piatti forti”.

«Il confronto c’è stato - conferma il parroco, don Antonio Lumare - con toni del tutto pacati. C’è chi ha parlato del valore affettivo della struttura, tanti hanno messo in campo i loro ricordi, ma dall’altra parte è emerso anche un sano realismo che ci fa dire che un edificio come quello non può restare inutilizzato ancora a lungo».

Quindi? «Noi non abbiamo molta fretta - spiega il parroco - e siamo disponibili a ogni soluzione. C’è chi ha ipotizzato l’iniziativa di qualche gruppo o privato per valorizzare il Primavera e a quel punto saremo ben felici di valutare questa possibilità. Però ragioniamo al massimo sul medio termine, di certo non potremo mantenere la struttura ancora per tanti anni anche perché al momento non è funzionale alle opere parrocchiali, che sono la nostra motivazione principale».

Per ora in realtà non si è fatto avanti nessuno, se non il Comune che ha dato disponibilità a patrocinare iniziative nel cinema. La sala al momento apre tre o quattro volte l’anno: i due spettacoli dell’Accademia della Stravaganza (non parrocchiali), la Corrida parrocchiale; dall’anno scorso la festa della Befana che si faceva al cinema si è trasferita in piazza per coinvolgere tutta la città.

«Anche chi eventualmente vorrà prendere il cinema teatro in gestione o curarne la valorizzazione - conclude il parroco - dovrà tenere comunque conto del fatto che è una struttura parrocchiale e quindi non potrà ospitare qualunque cosa ma dovrà avere un programma concordato con le nostre esigenze e sensibilità».

Insomma, abbattimento immediato non sarà, e neanche veniva ipotizzato, ma il futuro del “Primavera” resta appeso a un filo che si spera finisca in mano a qualche benefattore. Non è comunque l’unica questione aperta riguardante gli immobili comunali: il salone del Pellegrino, a fianco del Santuario, è stato sempre di proprietà della Città dei ragazzi, ma ora è stato acquisito dalla parrocchia, che ne curerà una ristrutturazione, visto che è un po’ antiquato e bisognoso di manutenzioni. La vicina Casa degli Esercizi spirituali, che in passato è anche servita come centro di accoglienza per un certo numero di persone colpite dal terremoto nella Bassa, è stata acquistata da un privato per attività associazionistiche di stampo cattolico. Infine, ma non meno importante, c'è l’accordo generale della parrocchia e del Consiglio pastorale sulla realizzazione di una sala polivalente all’interno dell’oratorio. Anche qui si pone il tema del reperimento dei fondi che dovrebbero venire dalla Cei.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google