SENZA ESITO IL TAVOLO AL MINISTERO PER L’AZIENDA DI SASSUOLO
Vapor Europe, l’azienda rifiuta tutte le proposte
Si è svolto al Ministero dello Sviluppo Economico l’incontro tra i sindacati Fiom/Cgil e Fim/Cisl, la dirigenza di Vapor Europe Sassuolo assistita da Confindustria Modena, alla presenza dei...
2 MINUTI DI LETTURA
Si è svolto al Ministero dello Sviluppo Economico l’incontro tra i sindacati Fiom/Cgil e Fim/Cisl, la dirigenza di Vapor Europe Sassuolo assistita da Confindustria Modena, alla presenza dei rappresentanti del Ministero, della Regione Emilia Romagna e del Comune di Sassuolo, sulla vertenza che vede coinvolta l’azienda sulla procedura di licenziamento collettivo per 30 dipendenti su 50, previsto per fine anno. Vapor Europe produce porte per treni e carrozze di metropolitane.
I rappresentanti del ministero e delle istituzioni locali hanno condiviso le preoccupazioni dei sindacati sulle ricadute che tale scelta aziendale avrà sui dipendenti coinvolti e hanno confermato la totale contrarietà ai licenziamenti unilaterali. Il Mise e le istituzioni locali hanno chiesto per l’ennesima volta di ritirare la procedura di licenziamento o almeno sospenderla per poter confrontarsi più tranquillamente e trovare soluzioni meno traumatiche, con l’obbiettivo di rilanciare lo stabilimento sassolese o quantomeno di trovare soluzioni per l’occupazione anche sul territorio.
L’azienda ha confermato la propria indisponibilità a modificare sia nel metodo che nel merito la decisione assunta, salvo ridurre di poche unità l’esubero del personale.
I sindacati Fiom/Cgil e Fim/Cisl hanno allora formulato una nuova proposta che, pur tenendo ferma la scadenza della procedura di licenziamento collettivo al 31 dicembre prossimo, preveda uno scivolo per l’uscita volontaria e incentivata nel corso di tutto il 2018, spostando così in avanti di un anno la definizione della vertenza, per avere così un lasso di tempo utile a sondare e valutare, insieme alle istituzioni, soluzioni di ricollocazione nel territorio dei lavoratori.
Di fronte a questa posizione, l’azienda per voce di Confindustria ha concesso un paio di mesi aggiuntivi che i sindacati giudicano però insufficienti per trovare soluzioni alternative a salvaguardia dell’occupazione.
«La multinazionale franco-americana Wabtec - dicono i sindacati - ha confermato con questa risposta l’atteggiamento sprezzante e senza scrupoli, che dimostra di considerare i lavoratori solo dei numeri e di avere come unico obbiettivo il profitto».
Al termine dell’incontro il Ministero ha rinnovato l’auspicio che le parti in sede territoriale trovino una soluzione per la salvaguardia dell’occupazione valutando utile la proposta dei sindacati.
I rappresentanti del ministero e delle istituzioni locali hanno condiviso le preoccupazioni dei sindacati sulle ricadute che tale scelta aziendale avrà sui dipendenti coinvolti e hanno confermato la totale contrarietà ai licenziamenti unilaterali. Il Mise e le istituzioni locali hanno chiesto per l’ennesima volta di ritirare la procedura di licenziamento o almeno sospenderla per poter confrontarsi più tranquillamente e trovare soluzioni meno traumatiche, con l’obbiettivo di rilanciare lo stabilimento sassolese o quantomeno di trovare soluzioni per l’occupazione anche sul territorio.
L’azienda ha confermato la propria indisponibilità a modificare sia nel metodo che nel merito la decisione assunta, salvo ridurre di poche unità l’esubero del personale.
I sindacati Fiom/Cgil e Fim/Cisl hanno allora formulato una nuova proposta che, pur tenendo ferma la scadenza della procedura di licenziamento collettivo al 31 dicembre prossimo, preveda uno scivolo per l’uscita volontaria e incentivata nel corso di tutto il 2018, spostando così in avanti di un anno la definizione della vertenza, per avere così un lasso di tempo utile a sondare e valutare, insieme alle istituzioni, soluzioni di ricollocazione nel territorio dei lavoratori.
Di fronte a questa posizione, l’azienda per voce di Confindustria ha concesso un paio di mesi aggiuntivi che i sindacati giudicano però insufficienti per trovare soluzioni alternative a salvaguardia dell’occupazione.
«La multinazionale franco-americana Wabtec - dicono i sindacati - ha confermato con questa risposta l’atteggiamento sprezzante e senza scrupoli, che dimostra di considerare i lavoratori solo dei numeri e di avere come unico obbiettivo il profitto».
Al termine dell’incontro il Ministero ha rinnovato l’auspicio che le parti in sede territoriale trovino una soluzione per la salvaguardia dell’occupazione valutando utile la proposta dei sindacati.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google