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Freddo in città, due alloggi a disposizione dei senzatetto
Da una parte un monitoraggio costante della situazione, soprattutto nelle ore notturne, dall’altra un progetto sperimentale che prevede la messa a disposizione di due alloggi per sei persone senza...
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Da una parte un monitoraggio costante della situazione, soprattutto nelle ore notturne, dall’altra un progetto sperimentale che prevede la messa a disposizione di due alloggi per sei persone senza fissa dimora. E’ il doppio binario sul quale si sta muovendo l’amministrazione comunale, che non vuole farsi trovare impreparata all’arrivo del primo “vero” freddo della stagione. Un piano - già entrato a pieno regime e valido fino a marzo 2018 - che dal punto di vista del monitoraggio prevede dunque una serie di uscite serali nei luoghi più frequentati dai senza fissa dimora, l’accoglienza notturna in strutture socio assistenziali e nelle parrocchie nei casi in cui le condizioni di salute e l’irrigidirsi delle temperature lo richiedano e un piano di accoglienza straordinaria se le temperature diventassero particolarmente rigide. «Quest’anno - spiega l’assessore al Welfare Giuliana Urbelli - le prime collocazioni sono già avvenute nelle notti più fredde di novembre. Ad essere ospitate sono state alcune persone per le quali, insieme ai servizi sociali dei Comuni di residenza, stiamo valutando soluzioni meno temporanee; spesso infatti troviamo persone “in transito” che provengono da altri luoghi».
Accanto a queste misure, l’amministrazione ha attivato anche “Housing first”, un progetto sperimentale che prevede la messa a disposizione di due alloggi, con tre posti letto ciascuno, per le persone senza fissa dimora. Servizi sociali e Porta Aperta che ha risposto all’avviso di manifestazione d’interesse, hanno così avviato la coprogettazione dell’intervento basato sull’inserimento diretto in appartamenti di persone senza fissa dimora in situazione di disagio, allo scopo di favorirne percorsi di benessere e di inclusione sociale. «La stabilità abitativa - spiega ancora l’assessore Urbelli - è condizione primaria per la normale gestione del proprio corpo, dell’igiene e della cura, anche in persone estremamente fragili». A Modena la sperimentazione è rivolta complessivamente a sei persone di sesso maschile con problematiche comportamentali o psicosociali, prive di una sistemazione abitativa, di una rete familiare o amicale e che abbiano già fatto esperienze in strutture d’accoglienza sul territorio.
Accanto a queste misure, l’amministrazione ha attivato anche “Housing first”, un progetto sperimentale che prevede la messa a disposizione di due alloggi, con tre posti letto ciascuno, per le persone senza fissa dimora. Servizi sociali e Porta Aperta che ha risposto all’avviso di manifestazione d’interesse, hanno così avviato la coprogettazione dell’intervento basato sull’inserimento diretto in appartamenti di persone senza fissa dimora in situazione di disagio, allo scopo di favorirne percorsi di benessere e di inclusione sociale. «La stabilità abitativa - spiega ancora l’assessore Urbelli - è condizione primaria per la normale gestione del proprio corpo, dell’igiene e della cura, anche in persone estremamente fragili». A Modena la sperimentazione è rivolta complessivamente a sei persone di sesso maschile con problematiche comportamentali o psicosociali, prive di una sistemazione abitativa, di una rete familiare o amicale e che abbiano già fatto esperienze in strutture d’accoglienza sul territorio.
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