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SEQUESTRO MUSSINI 

La Cassazione condanna a 11 anni gli Arietto Picchetto

La Cassazione condanna a 11 anni gli Arietto Picchetto

È definitiva la condanna a undici anni per Giorgio Arietto Picchetto e per la sua ex moglie Luana Ganzerli in relazione al sequestro della studentessa Vanessa Mussini, avvenuto tra Regguio e Modena...

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È definitiva la condanna a undici anni per Giorgio Arietto Picchetto e per la sua ex moglie Luana Ganzerli in relazione al sequestro della studentessa Vanessa Mussini, avvenuto tra Regguio e Modena nel 2007.

La Seconda sezione penale della Cassazione, presieduta da Piercamillo Davigo, ha respinto i ricorsi delle difese contro la sentenza emessa dalla Corte d’assise d’appello di Bologna nel 2016.

I due imputati, la cui pena era stata ridotta in appello (in primo grado erano stati condannati dai giudici di Modena a 16 anni e 8 mesi) per la concessione delle attenuanti generiche, furono, secondo l’accusa, i mandanti del sequestro della ragazza, organizzato per tentare di estorcere denaro al padre della giovane, un noto imprenditore della zona.

Arietto Picchetto e Ganzerli erano stati soci in affari con il papà di Vanessa Mussini. La ragazza venne fermata con una scusa sull’autostrada tra Modena e Parma, dove studiava, portata in una casa verso Carpi, e rilasciata dopo alcune ore. Gli esecutori materiali del sequestro, già stati condannati in via definitiva con giudizio abbreviato, sarebbe stati collegati in modo diversi ai due coniugi attraverso uno di loro: Arturo Micari, uomo di fiducia della coppia e legato alla Ganzerli.

Il sequestro di Vanessa Mussini avvenne la mattina del 7 febbraio 2007 lungo la A1 in direzione di Reggio. La giovane si stava recando a studiare all’Università di Parma. Una finta pattuglia di agenti la fece fermare e la caricò in auto abbandonando la sua in corsi di emergenza. Mentre i tre rapitori la trasportavano nel covo predisposto, un alloggio lungo la Nazionale per Carpi vicino al centro turbano di Carpi, veniva dato l’allarme e la polizia, all’ora guidata dal questore Graziano, mise in campo i suoi uomini e l’intelligence della Mobile riuscendo a venire a capo del sequestro in poche ore. Riuscì soprattutto a far sentire braccati i sequestratori, tanto che loro stessi dodici ore dopo il rapimento lasciarono andare Vanessa. Ma servì a poco, perché scattarono quasi subito le manette. Il coinvolgimento di Arietto Picchetto e della moglie fu contestuale, anche perché, come detto, Micari lavorava per loro e per questo attirarono i sospetti degli investigatori. Partirono intercettazioni telefoniche e ambientali della polizia che raccolsero numerosi elementi che portarono alla loro incriminazione. I due hanno sempre protestato la loro innocenza.

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