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Una morte sospetta su cui indagava anche l’Antimafia

Una morte sospetta su cui indagava anche l’Antimafia

Sull’omicidio di Francesco Citro aveva acceso un faro anche la Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna, su iniziativa del procuratore, Giuseppe Amato che aveva affidato il fascicolo al Pm Stefano...

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Sull’omicidio di Francesco Citro aveva acceso un faro anche la Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna, su iniziativa del procuratore, Giuseppe Amato che aveva affidato il fascicolo al Pm Stefano Orsi. L’intenzione, infatti, era di capire quanto le parentele del papà 31enne, originario della Calabria e legato ad un pentito, avessero potuto influire su quell’omicidio che aveva tutti i crismi delle modalità mafiose. Ma nulla c’entra, stavolta, la malavita organizzata tant’è vero che il comandante dei

Carabinieri reggiani, Antonio Buda ha detto che “per i due precedenti incendi possono esserci moventi diversi”, mentre questo episodio “non coinvolge l’intera popolazione di Reggiolo, a cui possiamo infondere sicurezza, ma si è limitato ad un gesto di inaudita ferocia legato ad una conflittualità interpersonale”.

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