Gazzetta di Modena

Modena

Alto rischio di chiusura e debiti in ascesa

Alto rischio di chiusura e debiti in ascesa

Gli indici economici fotografano una situazione critica per Elios, Ilia, Framas, Planet e Work Service

2 MINUTI DI LETTURA





Rating, consistenza finanziaria, fido e score factor: sono questi i quattro indicatori attraverso cui analizzare l’affidabilità finanziaria di una ditta, di un consorzio o di una cooperativa. Incrociando i dati inerenti alle cinque cooperative appartenenti al Consorzio Job Service emergono alcuni fattori determinanti per comprenderne lo “stato di salute” economico. Per tutte e cinque le cooperative il rating, ovvero l’indicatore che rappresenta il rischio di cessazione è 4, dunque massimo. Non migliora la consistenza finanziaria: per tutte è negativa con cifre che variano da 200mila euro ai 600 mila. Il Fido è addirittura “sconsigliato” per la Ilia D.A. e la Framas, mentre in relazione alle altre tre cooperative compare la voce “chiedere garanzie”.

Dati differenti invece per quanto riguarda il Consorzio: l’indicatore di rischio da 4 passa a 3, un dato che tuttavia si mantiene poco rassicurante. Il Consorzio presenta inoltre “un grado di indebitamento non equilibrato e le partite correnti non sono in equilibrio”. Stesso discorso vale per tutte le cooperative, e per ognuna di esse il flusso finanziario “risulta insufficiente”.

L’indicatore statistico che prevede la probabilità di cessazione di un’azienda si chiama invece “failure score” e se il valore medio interno al settore è di 8, nel caso del Consorzio Job Service tale dato giunge quasi a raddoppiare, arrivando a 15.

Contrasto anche tra il fatturato complessivo del Consorzio, che si aggira intorno agli 8 milioni, con i debiti accumulati negli anni dalle singole cooperative. Si tratta di cifre che, partendo da 500mila euro sfiorano addirittura i due milioni: 536.536 per Elios, 537mila per Framas, 2.15 milioni per Ilia, 1.77 milioni per Planet, due milioni su Work Service

In negativo anche i dati inerenti la condizione economico-finanziaria degli amministratori unici delle cooperative consorziate. Mauro Verme, a capo delle cooperative Planet e Work Service, risulta non aver pagato due cartelle dell’Agenzia delle Entrate, il cui importo totale è di circa 135mila euro. A Lulja Harun, amministratore unico della Framas, sono invece imputati cinque assegni con irregolarità di firma, per un valore di quasi 50mila euro. Sono inoltre otto le cambiali non pagate da Giampietro Ertiani, a capo della Ilia D.A. e la cifra totale, in questo caso, si aggira sui 2.600 euro.

A variare sono anche i numeri dei dipendenti assunti dalle cooperative in questione e, in base ai dati relativi agli ultimi bilanci, i soci-lavoratori della Framas sarebbero 43, il numero scende lievemente a 38 nel caso della Elios M.G, per risalire con la Work Service che al suo interno conterebbe 78 dipendenti. Le cifre più alte appartengono, invece alle due cooperative Ilia D.A. con 80 addetti e 98 nel caso della Planet. (s.d.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google