Business ecomafie: «Tanti rifiuti dal sud arrivano a Modena»
Libera e Legambiente puntano i riflettori sulla nuova tratta Emilia all’undicesimo posto in Italia per reati ambientali
Un tempo le imprese dei rifiuti pensavano fosse sufficiente scavare un buco nel terreno e sotterrarli attraverso una direttrice che andava dal nord Italia verso il sud. Ora, questa tendenza si è invertita. Adesso la direttrice è da nord a nord o addirittura da sud a nord. Questo perché è cambiato il modo di raccolta dei rifiuti e anche il sistema criminale che lucra su questo settore è cambiato di conseguenza.
Di questo si è parlato durante la serata organizzata all’auditorium Loria da Legambiente e il presidio Libera intitolato a Peppe Tizian. Ospiti dell’appuntamento, introdotto da Rebecca Righi di Libera e Mario Poltronieri di Legambiente, sono stati David Zanforlin, presidnte dei centri di azione giuridica di Legambiente e Toni Mira, caporedattore di Avvenire. «L’entrata in vigore della raccolta differenziata ha modificato anche il sistema criminale - ha specificato Mira - Questa è legata alle imprese che si improvvisano punti di raccolta di materiali. A più livelli si sono inseriti soggetti che più che imprenditori sono “prenditori”. Persone che hanno capito che con i rifiuti si possono fare tanti soldi. Ora, esistono più impianti di smaltimento al nord rispetto alla reale produzione di rifiuti. Esiste un reato spia che in questi anni sta preoccupando: si tratta degli incendi degli impianti di rifiuti (in particolare di trasformazione di rifiuti) che, negli ultimi tre anni, sono stati oltre 250. Si può trattare di incendi colposi o di una vera e propria volontà di incendiare, magari se c’è qualcosa da nascondere o una bella assicurazione da incassare...».
Zanforlin ha posto l’accento sugli ecoreati, «una novità giuridica perché per la prima volta il codice penale tutela qualcosa di non umano: l’ambiente. L’Emilia è all’undicesimo posto in Italia per queste violazioni. Spesso ci si trova di fronte a dati preoccupanti che parlano di una filiera di smaltimento che va, appunto, dal sud a Modena».
Durante la serata si è accennato anche agli incendi dolosi che l’estate scorsa hanno colpito il Paese. «Molto probabilmente gli incendi vengono appiccati per nascondere discariche abusive: terremo gli occhi aperti - aggiunge Poltronieri di Legambiente - visti gli incendi divampati nel nostro Appennino per evitare che succedano cose simili. Il nostro territorio non è più esente dalla criminalità organizzata».
Serena Arbizzi
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