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Minacce di morte alla suocera Stalker arrestato

Minacce di morte alla suocera Stalker arrestato

Perseguita l’ex e sua madre: «Farete una brutta fine» Un 21enne in carcere grazie alle intercettazioni telefoniche

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Era una bomba a orologeria pronta a esplodere per una folle gelosia. Ha sempre detto di amare quella ragazza di 18 anni di Reggio che lui, 21enne disoccupato nato a Sassuolo, perseguitava però in maniera ossessiva, distorcendo quel sentimento degenerato in violenza. Una complessa vicenda su cui ha indagato la Mobile di Reggio, che gli ha messo sotto controllo il telefono, scoprendo un pericolo imminente. «Il prossimo sgarro che mi fai io ti gonfio la faccia - le urlava al telefono - stasera vado da tua madre e le levo la testa dal collo, tu non la rivedi più». Così si riferiva alla “suocera” rea di tentare di separare la figlia da quell’amore folle. Ma la giovane era la prima a non voler recidere il legame con il suo aguzzino, divenuto da poco padre del loro bimbo. «Tu sei andata a raccontare alla Polizia che io ti ho messo le mani addosso dopo tanti anni che non te le rimettevo, allora devo continuare a metterti le mani addosso a te?». Un delirio registrato nelle intercettazioni utilizzate dalla procura per tornare dal gip e chiedere l’arresto - eseguito giovedì - visto che in precedenza era stato disposto un più lieve divieto di avvicinamento alla “suocera” e alla nonna dell’ex compagna, senza misure di tutela per la giovane. L’indagato, infatti, resosi responsabile di molteplici episodi di stalking, violenza fisica, psicologica e minacce gravi, poteva essere in procinto di uccidere. Le intercettazioni fanno emergere un quadro inquietante. L’arrestato sfogava la propria rabbia minacciando assistenti sociali, psicologhe, la madre, la “suocera” e chiunque anche solo avesse incrociato senza secondi fini lo sguardo della ragazza. «A Capodanno io ti garantisco che queste persone qua fanno tutti una brutta fine, tutte, dalla prima all’ultima». E ancora: «...le pistole e vediamo dove arriviamo. Come li trovo li uccido, lo sto cercando, li trovo e li ammazzo. Visto che lei ha detto che gli ho messo le mani addosso te lo giuro gli levo tutti i denti da bocca gli levo». Quando l’ex fidanzata - già in una struttura protetta - non rispondeva, lui parlava da solo dicendo «è impossibile, non mi hai risposto, ti ho chiamato, non mi hai detto niente, ma che.. io a te ti ammazzo…io a te ti uccido». L’assenza di collaborazione da parte della giovane ha rappresentato la difficoltà maggiore. Negava anche i segni delle violenze. Infine l’arresto.

Enrico Lorenzo Tidona

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