Gazzetta di Modena

Modena

FRASSINORO  

Muzzarelli: «Ci insegnano che cosa sia l’accoglienza»

FRASSINORO . «I 12 boscaioli che persero la vita nel 1927 alla ricerca di speranza lontano da casa in un periodo complicato come quello del fascismo, ci ricordano i migranti e quanto per tutti noi,...

2 MINUTI DI LETTURA





FRASSINORO . «I 12 boscaioli che persero la vita nel 1927 alla ricerca di speranza lontano da casa in un periodo complicato come quello del fascismo, ci ricordano i migranti e quanto per tutti noi, debba essere importante il valore dell’accoglienza». Fa questo paragone il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli mentre partecipa alla funzione religiosa celebrata a Terracielo da don Andrea Gianelli che ha accolto i feretri. Presenti anche il parlamentare Stefano Vaccari e l’assessore regionale Luciana Serri che si sono occupati attivamente di sbloccare la parte burocratica del rientro a Piandelagotti dei resti dei 12 boscaioli.

Il presidente del comitato vittime della Corsica, Ferdinando Lunardi, dal 1973 si dà da fare, con Walter Telleri, per il rientro delle salme. «Rimasi impressionato vedendo il dolore delle madri, vestite perennemente a lutto senza sorridere mai - commenta Lunardi - Presi così un impegno con il mio babbo, che mi raccontò la triste vicenda, perché i feretri potessero essere riportati a Piandelagotti. Per maggio, per onorarli, è in cantiere un’opera di Dario Tazzioli». Telleri aggiunge che «rendiamo giustizia a persone che sono morte per il pane quotidiano». Visibilmente commossi i discendenti dei 12 boscaioli. Come Mara e Rosy Lamberti, il cui nonno, all’epoca 48enne, perse la vita in Corsica: «Finalmente tornano a casa dopo tanti anni, nostro padre, Renato, parlava spesso di loro». Così com’è emozionato Piero Lamberti, che ha perso gli zii Leopoldo e Pietro in Corsica. E il sindaco di Frassinoro Elio Pierazzi non nasconde la «sua emozione, sofferta ma bella».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google