Seconda vita per Mauro Molesini Orologiaio e ora anche avvocato
di Serena Fregni
Mauro Molesini, orologiaio modenese, è intento a riparare un orologio, minuziosamente con gli attrezzi del mestiere mentre alle sue spalle le mura sono decorate con le sue due lauree e un’immagine...
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Mauro Molesini, orologiaio modenese, è intento a riparare un orologio, minuziosamente con gli attrezzi del mestiere mentre alle sue spalle le mura sono decorate con le sue due lauree e un’immagine della classica stretta di mano tra laureando e professore. La sua è una storia di cambiamento, di svolta lavorativa ma soprattutto personale, il tutto successo 16 anni fa, quando di anni ne aveva 40 e lì è arrivata la decisione: iscriversi a Giurisprudenza. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti, Mauro ha conseguito due lauree, una triennale e magistrale, ha svolto il periodo di praticantato e adesso si sta preparando per l’esame di stato. Tutto questo mandando avanti anche il suo negozio di via Vignolese. Proprio mentre lavora e racconta la sua nuova avventura che è solo all’inizio riaffiorano i ricordi, con un pizzico di nostalgia, del negozio fondato negli anni sessanta dal padre, da dove è partito tutto.
Mauro, partendo dal principio, ovvero quando suo padre decise di aprire il negozio e lei di seguire le sue orme, come è andata?
«Mio padre lavorava come modellista in metallo presso le Fonderie Corni poi decise di licenziarsi e aprire bottega qui in Via Vignolese e si trasferì nel negozio dove esercito tutt’ora nel 1960. Uno dei primi a Modena ad iniziare questa attività, tutto da autodidatta. Dopo la maturità tecnica ho iniziato a lavorare insieme a mio padre, erano gli anni ottanta e abbiamo deciso di inserire anche la gioielleria e l’oreficeria, oltre a vendita e riparazione orologi. Il laboratorio artigianale è sempre rimasto perché è molto importante creare quel rapporto di fiducia con il cliente, che magari il mese prima è venuto a farsi riparare l’orologio e poi torna per altro. Questo è sempre stato un punto fermo per la nostra politica e sarà sempre così».
Nei suoi occhi si nota l’amore per questo lavoro, l’orologiaio, come mai poi ha preso la decisione di iscriversi ad una facoltà così lontana dalla sua professione ovvero giurisprudenza?
«Si è vero è un settore molto distante in quanto io sono un tecnico, infatti avrebbe avuto più senso una laurea in ingegneria elettronica visto il settore in cui opero. Ed era stata anche la mia prima scelta dopo il diploma, scelta che però ho dovuto accantonare visto che non potevo frequentare perché lavoravo già. Così, quando ho compiuto quarant’anni ho deciso che dovevo riprendere quel sogno e siccome giurisprudenza non era a frequenza obbligatoria ed era la mia scelta dopo ingegneria, mi buttai su quella. Poi ho avuto il sostegno, in questo lungo percorso formativo, del mio amico e avvocato, Antonio Grillenzoni che mi ha seguito e aiutato».
Quanti sacrifici ha fatto per raggiungere questo traguardo?
«Il traguardo è raggiunto a metà in quanto adesso viene la parte difficile, l’esame di stato. Come vede ho i libri sul tavolo perché studio costantemente per l’anno prossimo, quando dovrò sostenere la parte finale della mia formazione. Le difficoltà sono state tante e molteplici, la più grossa riuscire a studiare e lavorare allo stesso tempo, non è per niente facile. Però se si vuole raggiungere un obiettivo ci vuole costanza e determinazione».
Cosa farà dopo l’esame di stato?
«In futuro proverò ad esercitare certo che almeno per due o tre anni non smantellerò questa attività. Se per caso non fosse possibile intraprendere la nuova professione posso sempre fare un passo indietro e riprendere questa attività. Oggi ci sono molte persone che svolgono il mestiere di avvocato ed è sempre più difficile sbarcare il lunario. Ci vuole molta volontà e credere in ciò che si fa».
Mauro, partendo dal principio, ovvero quando suo padre decise di aprire il negozio e lei di seguire le sue orme, come è andata?
«Mio padre lavorava come modellista in metallo presso le Fonderie Corni poi decise di licenziarsi e aprire bottega qui in Via Vignolese e si trasferì nel negozio dove esercito tutt’ora nel 1960. Uno dei primi a Modena ad iniziare questa attività, tutto da autodidatta. Dopo la maturità tecnica ho iniziato a lavorare insieme a mio padre, erano gli anni ottanta e abbiamo deciso di inserire anche la gioielleria e l’oreficeria, oltre a vendita e riparazione orologi. Il laboratorio artigianale è sempre rimasto perché è molto importante creare quel rapporto di fiducia con il cliente, che magari il mese prima è venuto a farsi riparare l’orologio e poi torna per altro. Questo è sempre stato un punto fermo per la nostra politica e sarà sempre così».
Nei suoi occhi si nota l’amore per questo lavoro, l’orologiaio, come mai poi ha preso la decisione di iscriversi ad una facoltà così lontana dalla sua professione ovvero giurisprudenza?
«Si è vero è un settore molto distante in quanto io sono un tecnico, infatti avrebbe avuto più senso una laurea in ingegneria elettronica visto il settore in cui opero. Ed era stata anche la mia prima scelta dopo il diploma, scelta che però ho dovuto accantonare visto che non potevo frequentare perché lavoravo già. Così, quando ho compiuto quarant’anni ho deciso che dovevo riprendere quel sogno e siccome giurisprudenza non era a frequenza obbligatoria ed era la mia scelta dopo ingegneria, mi buttai su quella. Poi ho avuto il sostegno, in questo lungo percorso formativo, del mio amico e avvocato, Antonio Grillenzoni che mi ha seguito e aiutato».
Quanti sacrifici ha fatto per raggiungere questo traguardo?
«Il traguardo è raggiunto a metà in quanto adesso viene la parte difficile, l’esame di stato. Come vede ho i libri sul tavolo perché studio costantemente per l’anno prossimo, quando dovrò sostenere la parte finale della mia formazione. Le difficoltà sono state tante e molteplici, la più grossa riuscire a studiare e lavorare allo stesso tempo, non è per niente facile. Però se si vuole raggiungere un obiettivo ci vuole costanza e determinazione».
Cosa farà dopo l’esame di stato?
«In futuro proverò ad esercitare certo che almeno per due o tre anni non smantellerò questa attività. Se per caso non fosse possibile intraprendere la nuova professione posso sempre fare un passo indietro e riprendere questa attività. Oggi ci sono molte persone che svolgono il mestiere di avvocato ed è sempre più difficile sbarcare il lunario. Ci vuole molta volontà e credere in ciò che si fa».
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