Gazzetta di Modena

Modena

Trent’anni di Kalinka fra musica, politica e impegno sociale

di Serena Arbizzi
Trent’anni di Kalinka fra musica, politica e impegno sociale

Tra i fondatori l’ex sindaco Campedelli e il senatore Vaccari Laboratorio formativo per sei generazioni di classi dirigenti

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La celebre strofa di Emilia paranoica, l’inno nazionale laico di tutti i senza patria coniato dai Cccp negli anni Ottanta, recita: “Da Parma a Reggio, da Reggio a Modena, da Modena a Carpi, da Carpi al Tuvat”. Al posto del Tuvat, dal 1987 si potrebbe tranquillamente scrivere Kalinka, il circolo che il 5 dicembre soffia su 30 candeline, spente ieri sera nel corso di una grande festa. Perché il Kalinka in questi decenni è diventato un punto di riferimento in più ambiti. Gli ultimi sindaci sono riconducibili all’orbita del Kalinka e questo, nell’immaginario collettivo, ha associato il circolo alla classe dirigente che governa storicamente la città. Un aspetto su cui l’anima attuale del Kalinka sa ironizzare come recita l’invito alla serata di ieri: “Partecipa alla cena sociale del Kalinka, potrai diventare futuro sindaco di Carpi”. Ma che va completato con tutte altre sfaccettature della storia del circolo che, dal 1987 fino al 1998 aveva sede in via Torino, per poi spostarsi in via Tassoni, dov’è oggi.

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«Il Kalinka è nato da un clima positivo emerso tra chi partecipava alle feste dell’unità - spiega Enrico Campedelli, già sindaco, fondatore del Kalinka insieme al parlamentare Stefano Vaccari (primo presidente), Marzia Beltrami, Margherita Masini, Marco Torricelli, Daniela Malagoli, Elisa Bergonzini - Così abbiamo iniziato a frequentarci anche al di fuori della politica all’Arca, l’Arci di via Torino, all’epoca chiuso da due anni, con tanta voglia di dare libertà d’espressione ai giovani. Qui sono nati l’associazione per la pace, l’ufficio informazioni per l’obiezione di coscienza. C’era voglia di condivisione. Sono nati rapporti di coppia consolidati, chi si cimentava al mixer e oggi fa il fonico, chi ha aperto dei bar... Anche dal punto di visto politico era vivace e talvolta provocatorio verso il partito. E anche a livello musicale, abbiamo organizzato concorsi su larga scala e ospitato da Paolo Belli a Freak Antoni».

«Si tratta del circolo giovanile più longevo della provincia - aggiunge Giovanni Taurasi, ex presidente del Consiglio comunale - Qui sei generazioni hanno vissuto un’esperienza unica di associazionismo, formazione e spettacolo. Formidabili quegli anni».
 

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