Villaggio Giardino: «Qui servono fatti»
di Luca Gardinale
Alcuni residenti esasperati: «Ok il controllo di vicinato, ma sono necessarie delle risposte concrete all’assedio dei ladri»
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Prima ha iniziato un residente, con un prudente «secondo me le ronde si dovrebbero fare». Poi si è aggiunto un altro cittadino, che ha fatto notare che «tenere chiusi i cancelli è una buona norma, ma mi sembra piuttosto scontata…». Quindi, a metà riunione, una signora lo ha detto chiaro e tondo: «Sì, ma noi siamo qui per l’emergenza scippi, non per ascoltare consigli generici sui reati». Da lì i toni si sono fatti sempre più accesi, con buona parte della sala decisamente arrabbiata per l’ondata di furti e per non aver trovato le risposte che si aspettavano dalla polizia municipale.
È andata in scena così, ieri mattina nella sala civica di via Marie Curie, una movimentata assemblea sulla sicurezza al Villaggio Giardino, dove nelle ultime due settimane si sono verificati dieci scippi (sei nel quartiere e quattro nelle vie confinanti). Una situazione che preoccupa molto i residenti, che hanno deciso di attivare il controllo di vicinato. E proprio per affrontare la questione, illustrando ai cittadini il funzionamento di un sistema già attivo in 11 realtà cittadine, la presidente del Quartiere 4 Cristina Cavani ha organizzato l’assemblea di ieri, alla quale hanno partecipato più di cento persone, che hanno ascoltato i consigli della vicecomandante della polizia municipale Patrizia Gambarini e quelli della responsabile dell’Ufficio sicurezza del Comune Giovanna Rondinone. Ad aprire l’incontro è stata proprio la vicecomandante, che ha illustrato una serie di misure - semplici, ma spesso sottovalutate o dimenticate nella fretta quotidiana - per rendere più difficile la vita ai malintenzionati: «Dobbiamo ricordarci che il miglior antifurto che abbiamo è il nostro vicino - ha spiegato la Gambarini - e in generale dobbiamo aumentare l’attenzione verso il territorio, ricordandoci che i migliori occhi sono quelli di chi vive e lavora nel quartiere. Ogni attività quotidiana può essere trasformata in occasione per dare un’occhiata a quello che succede in zona, dal momento in cui ci affacciamo al balcone per stendere il bucato a quello in cui rientriamo a casa la notte». Consigli ascoltati con attenzione dai residenti, che però a metà riunione hanno iniziato a fare domande, arrivando poi al punto: «Noi siamo qui per parlare di scippi - ha detto una signora - non di furti in generale, anche perché ormai siamo ostaggi di queste persone». Domanda a cui la vicecomandante, dopo aver rifiutato «la parola ostaggi, perché non è così», ha replicato ricordando che è proprio l’intensificazione del controllo del territorio a rendere difficile la vita ai malviventi: «Per identificare e prendere gli autori degli scippi - ha spiegato - è fondamentale anche l’attività di indagine, che può essere supportata in maniera valida dal controllo di vicinato». Ma l’intervento della signora ha incoraggiato altri residenti, che si aspettavano «qualcosa di più concreto da questo incontro - ha aggiunto un’altra signora - anche perché non abbiamo visto alcuna intensificazione dei controlli». Una cittadina si è quindi rivolta direttamente alla Gambarini: «Le parlo da donna a donna - ha detto - ma lei quando esce di casa si sente sicura come lo era 15 anni fa?». Parole a cui la vicecomandante ha replicato: «Guardate, io abito al parco XXII Aprile - ha spiegato - e ci giro di giorno e di sera, non ho mai avuto problemi. Non posso certo dire che non ci sono spacciatori, ma che da un anno a abbiamo avuto un calo dei fenomeni criminosi». Una rassicurazione che però non è bastata: alcuni dei presenti hanno lasciato la sala prima di affrontare il tema dell’organizzazione del controllo di vicinato: «Siamo venuti qui per niente», ha detto un cittadino andandosene.
È andata in scena così, ieri mattina nella sala civica di via Marie Curie, una movimentata assemblea sulla sicurezza al Villaggio Giardino, dove nelle ultime due settimane si sono verificati dieci scippi (sei nel quartiere e quattro nelle vie confinanti). Una situazione che preoccupa molto i residenti, che hanno deciso di attivare il controllo di vicinato. E proprio per affrontare la questione, illustrando ai cittadini il funzionamento di un sistema già attivo in 11 realtà cittadine, la presidente del Quartiere 4 Cristina Cavani ha organizzato l’assemblea di ieri, alla quale hanno partecipato più di cento persone, che hanno ascoltato i consigli della vicecomandante della polizia municipale Patrizia Gambarini e quelli della responsabile dell’Ufficio sicurezza del Comune Giovanna Rondinone. Ad aprire l’incontro è stata proprio la vicecomandante, che ha illustrato una serie di misure - semplici, ma spesso sottovalutate o dimenticate nella fretta quotidiana - per rendere più difficile la vita ai malintenzionati: «Dobbiamo ricordarci che il miglior antifurto che abbiamo è il nostro vicino - ha spiegato la Gambarini - e in generale dobbiamo aumentare l’attenzione verso il territorio, ricordandoci che i migliori occhi sono quelli di chi vive e lavora nel quartiere. Ogni attività quotidiana può essere trasformata in occasione per dare un’occhiata a quello che succede in zona, dal momento in cui ci affacciamo al balcone per stendere il bucato a quello in cui rientriamo a casa la notte». Consigli ascoltati con attenzione dai residenti, che però a metà riunione hanno iniziato a fare domande, arrivando poi al punto: «Noi siamo qui per parlare di scippi - ha detto una signora - non di furti in generale, anche perché ormai siamo ostaggi di queste persone». Domanda a cui la vicecomandante, dopo aver rifiutato «la parola ostaggi, perché non è così», ha replicato ricordando che è proprio l’intensificazione del controllo del territorio a rendere difficile la vita ai malviventi: «Per identificare e prendere gli autori degli scippi - ha spiegato - è fondamentale anche l’attività di indagine, che può essere supportata in maniera valida dal controllo di vicinato». Ma l’intervento della signora ha incoraggiato altri residenti, che si aspettavano «qualcosa di più concreto da questo incontro - ha aggiunto un’altra signora - anche perché non abbiamo visto alcuna intensificazione dei controlli». Una cittadina si è quindi rivolta direttamente alla Gambarini: «Le parlo da donna a donna - ha detto - ma lei quando esce di casa si sente sicura come lo era 15 anni fa?». Parole a cui la vicecomandante ha replicato: «Guardate, io abito al parco XXII Aprile - ha spiegato - e ci giro di giorno e di sera, non ho mai avuto problemi. Non posso certo dire che non ci sono spacciatori, ma che da un anno a abbiamo avuto un calo dei fenomeni criminosi». Una rassicurazione che però non è bastata: alcuni dei presenti hanno lasciato la sala prima di affrontare il tema dell’organizzazione del controllo di vicinato: «Siamo venuti qui per niente», ha detto un cittadino andandosene.
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