L’area cani di Modena? Terra di nessuno
Esponenti della Leidaa in via Dogali, nel parchetto dove una cagnolina ha ingerito eroina. Scope e palette per fare pulizia ma anche la richiesta al Comune di maggiori controlli
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MODENA Quella che dovrebbe essere un’area verde per giocare con gli amici a quattro zampe è diventata una zona in cui i padroni non si sentono tranquilli. È la situazione dell’area sgambamento cani di via Dogali. Proprio qui, meno di un mese fa la cagnolina Ida ha ingerito una dose di eroina ed è stata salvata solo dalla tempestività della padrona. Ieri, per denunciare la situazione dell’area, alcuni esponenti del movimento animalista della provincia di Modena Leidaa (Lega italiana difesa animali e ambiente) hanno indossato guanti e preso in mano scope e palette per fare pulizia.
«Dopo l’incresciosa storia di Ida - ha affermato Silvia Pacher, presidente della Leidaa - abbiamo deciso di fare una manifestazione per protestare sul livello di degrado che c’è in questo campo e nell’area circostante. Qua infatti si trova di tutto, è una zona di Modena molto malmessa. L’illuminazione è scarsa e dal buio escono persone che non si sa se hanno o no buone intenzioni».
Dalla spazzatura raccolta sono emersi rifiuti sconcertanti: ciocche di parrucca, preservativi usati, cartine di farmaci. «È anche più pulito del solito» ha affermato con una certa ironia un frequentatore dell’area. Si chiama Ottaviano e quando porta il suo labrador nel recinto, deve stare sempre all’erta: «Si vedono diverse cose qui. In particolar modo la sera si incontrano persone che non hanno cani. Compaiono dal buio, dalla zona meno illuminata sui margini dello spiazzo. Cosa stiano facendo non lo sappiamo, ma possiamo intuirlo. Di giorno in quell’area si vedono feci umane, resti di parrucca, calzini, mutande, rimanenze di cibo e altro, comprese a volte anche stupefacenti che possono essere mangiati involontariamente dai cani, com’è successo il mese scorso».
Un’altra residente, Fiorella, denuncia: «Questo luogo la sera si riempie di prostitute e tossici. Non è sicura né per i cani, né per le persone. Ancora più grave, proprio qui di fianco ci sono le scuole elementari». All’interno dell’area si conta un solo lampione. «La sera illumina giusto lo spazio centrale, - ha spiegato Ottaviano - dove ci sono le panchine e la fontana. Tutto il perimetro marginale rimane nel buio totale. Ben tre volte ho ripreso e sgridato il mio cane perché stava mangiando la roba che c’era lì. L’idea di avere uno spazio pubblico dedicato ai cani è bellissima, ma è stata trascurata in molti “dettagli”. La soluzione più semplice ed economica secondo me sarebbe quella di aumentare l’illuminazione».
I residenti chiedono che tutta la zona venga controllata di più. E il Movimento animalista appoggia la richiesta: «La storia di Ida è solo la più recente e grave, ma ci sono state altre segnalazioni simili - ha detto Cristina Galantini, di Leidaa -. E il problema non è solo per i cani. Chiediamo che il Comune garantisca la giusta sicurezza».
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