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Caffè “galeotto”, l’Acli di Gombola chiude

Caffè “galeotto”, l’Acli di Gombola chiude

Polinago. Servito ai finanzieri in borghese: «Non siamo soci, vi multiamo». I gestori: «Traditi, basta»

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POLINAGO . “Il Circolo riapre giovedì sera 7 dicembre ore 21 per assemblea soci. Si prega di partecipare”.

Questo cartello e la serranda abbassata al 75 di via Valrossenna stanno spezzando il cuore degli anziani di Gombola, storico borgo di Polinago aggrappato alle tradizioni, al ponte sul torrente e alla piccola vita che ancora è rimasta dopo tante partenze. Perché il Circolo Acli, come dicono in tanti qui, “è il cuore del paese”, dove trascorrere anche giornate intere a fare chiacchiere. Unico luogo di ritrovo, ad eccezione del bar del ristorante Baroni, ma lì si va e viene senza sedersi. La combriccola è qui, anzi lo era. Perché dal 30 novembre è tutto chiuso: i gestori hanno abbassato la serranda seduta stante e la riunione del 7 è per formalizzare le dimissioni.

Tutto per un fatto che giovedì ha lasciato troppo amaro in bocca. Il locale verso le 10 ha ricevuto la visita di tre finanzieri da Sassuolo, in borghese, uno dei quali ha preso un caffè che non gli poteva essere dato, perché un Circolo può servire solo ai soci. È quindi scattato un bel verbale di contestazione: la multa deve essere ancora quantificata, ma si preannuncia pesante. I militari hanno spiegato che avevano ricevuto una segnalazione e sono dovuti venire ad accertare. I gestori l’hanno presa malissimo, ma neanche tanto per la multa: «Abbiamo sbagliato, abbiamo visto uno sconosciuto che ci ha chiesto un caffè e non dovevamo darglielo, è colpa nostra. Ma un conto è prendere la multa in una giornata di controlli generali in paese. Un altro quando l’accertamento arriva solo qui perché qualcuno ha segnalato. Già si fanno i salti mortali a tenere aperto a Gombola, che non è certo un posto da soldi. Se poi c'è gente che ci vuol male così, addio».

Non certo i gombolesi che son là tutti i giorni, che dalla chiusura non fanno altro che andarci e telefonare. Si è visto di tutto da giovedì: anziani che si sono anche messi a piangere, perché era il loro posto e adesso sono confinati in casa. Gente che si è offerta di pagare la multa non sapendo neanche di quanto sarà. Tutti spiazzati.

«La dimostrazione d'affetto è stata straordinaria e di questo ringraziamo di cuore: ce ne andiamo a testa alta» dicono i gestori. «Così non si può rimanere: già abbiamo addosso affitto, luce, riscaldamento, 1.350 euro di pattume l’anno perché ci fanno pagare come una gelateria e 250 euro di canone tv come fosse un bar, più l’assicurazione e i fornitori: era già un miracolo stare in piedi col viavai che c’è a Gombola, altro che guadagnare». Il Circolo Acli ha aperto nel 2009, su iniziativa di alcuni giovani per tener vivo il paese. Poi gli impegni li hanno spinto a lasciare agli attuali gestori, da tre anni e mezzo. Giovedì sera il capolinea. (d.m.)

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