Castelfrigo, litigio Cgil-industriali
di Sara Donatelli
Doppia commissione in Regione per analizzare la situazione delle coop spurie
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CASTELNUOVO. È scontro aperto tra la Flai-Cgil e Confindustria sulla vertenza Castelfrigo. Convocati ieri in Regione dalla seconda e dalla quinta commissione dell’Assemblea Legislativa, le due organizzazioni hanno espresso pareri completamente differenti su quanto sta accadendo all’interno del distretto modenese della lavorazione delle carni. «Prima disse che tutto andava secondo le regole, ora continua a tacere e a non prendere posizione» ha affermato il segretario regionale della Flai-Cgil, Umberto Franciosi. Si è difesa Confindustria, parlando di un «tentativo di scontro tra organizzazioni sindacali, lavoratori e datori di lavoro»: « “A chi giova tutto questo?- si è chiesto Gianluca Rosconi, rappresentante di Confindustria-. Avremmo fatto un errore molto grave nell'escludere Castelfrigo dall'associazione». Convocati dalle due commissioni congiunte, presiedute da Luciana Serri e da Giuseppe Paruolo, le altre due maggiori organizzazioni sindacali. «Castelfrigo non deve diventare un capro espiatorio di tutto il sistema» ha affermato Daniele Donnarumma della Flai Cisl. «Deve esserci maggiore definizione per capire le caratteristiche degli appalti» ha proseguito Ennio Rovatti della Uil. Presente anche l’Alleanza della Cooperative rappresentata da Alessandro Monzani il quale ha parlato di «una situazione grave che richiede coraggio e inventiva». «Abbiamo avuto modo di constatare come l’attenzione da parte delle forze politiche e delle rappresentanze istituzionali sia molto alta», ha affermato al termine dell’incontro Marco Bottura, segretario della Flai-Cgil Modena. Sia Palma Costi, Assessore alle attività produttive , che Massimo Mezzetti, Assessore alle politiche per la legalità, hanno infatti ribadito l’impegno da parte della Regione affinché vengano tutelati sia lavoratori che l’intero settore. «Abbiamo di fronte a noi un fenomeno che non è isolato, ma rappresentato da centinaia di imprese del nostro territorio- ha detto Mezzetti-. Bisogna comprendere la situazione di grave disagio che stanno vivendo questi lavoratori, privati in maniera violenta della propria occupazione». Durante l’audizione è stato infatti ascoltato Martin, uno dei 148 lavoratori delle cooperative appaltatrici della Castelfrigo, il quale ha avuto modo di portare in aula la propria testimonianza e quella dei suoi colleghi: «Quando avevano bisogno ci facevano lavorare undici ore, altri giorni ci mandavano a casa a mezzogiorno. Lavoravamo fianco a fianco ai dipendenti della Castelfrigo che avevano un contratto regolare: perchè noi no?».
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