È nato il “Sognalibro” per chi non s’arrende all’invasione di e-book
di Cristiana Minelli
Via Canalino: ha aperto la libreria dell’usato di Maria Angela Un luogo per lettori curiosi in una strada regno dei bibliofili
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Qualche volta è meglio dar retta a un coniglio. Te lo dice il “Sognalibro”, una piccola libreria di libri usati spuntata a primavera sotto il portico di via Canalino.
Una realtà di frontiera, capace di stupirti già dalla vetrina, dove puoi scorgere il messaggio di congedo di un libro speciale “Il gran consiglio del Real Coniglio”, Mondadori editore.“La vita è un’avventura - dice - al mondo tutto è possibile: basta avere un po’ di buona volontà e fortuna, una carota fresca, il naso umido e un pizzico di folle coraggio!”. Non cercatelo, perché me lo sono portato a casa.
Sullo scaffale solo libri unici, fra titoli di narrativa, un’ampia scelta di saggi, vecchie edizioni per bibliofili che non s’arrenderanno mai all’e-book, divertenti testi illustrati per l’infanzia e per ragazzi, e, perché no, anche un po’ di magia.
Sì perché anche l’edizione di “Via col Vento” del 1965 non è affatto male (anche quella non è più disponibile), e fa il paio con un’intrigante raccolta di racconti, gialli, di Natale. Più recente, ma non di meno, affascinante. In questa strada dei librai che riprende vita a poco a poco, si fa strada l’idea che si possa lavorare uno accanto all’altro senza darsi di gomito. Il “Sognalibro” con le sue copie di libri usati, la libreria accanto che propone volumi antichi e rarità, e Ubik, giusto di fronte, con il suo catalogo generalista, i suoi gadget, le sue offerte.
La titolare, Maria Angela Marchiò, guarda via Canalino, anche in prospettiva, con occhi che vedono spuntare sotto i portici bancarelle tutte da spulciare, come quelle dei bouquinistes lungo la Senna. Intanto apre la porta a lettori curiosi e attenti che mentre tengono in mano Jane Austen chiedono che venga tenuta da parte ogni copia di passaggio di “Alice nel Paese delle Meraviglie” e tutte le edizioni possibili di Pinocchio. Peter Pan è un altro must per cercatori.
Giusto a due passi c’è la più antica libreria antiquaria della città, un tempio della memoria il cui sacerdote ha da poco compiuto 85 anni, in gran parte passati in via dei Servi, nella bottega aperta più di un secolo fa da suo padre. Tino Mezzacqui è un senatore del tempo che accanto all’attività legata a libri, stampe antiche e dipinti, ha saputo dare vita, nel corso degli anni, a un vero e proprio salotto culturale, frequentato, fra gli altri, dal senatore Spadolini, Vittorio Sgarbi e Pietro Barilla. In un mondo capace di accogliere nella sua infinita galassia merceologica collari da cane che si illuminano, coperte con le maniche e cuscini musicali, è davvero rassicurante pensare che ci sia ancora spazio per un prodotto come il tempo.
Di sogni da sfogliare come le pagine di un libro se ne fanno anche intorno a noi. In provincia di Bologna una cabina telefonica dismessa ha conosciuto nuova vita grazie a una onlus. Ora è un piccolo salotto. Una sala d’attesa provvista di sedia, tappeto, scaffali, libri e il quotidiano di giornata. È la “Cabina dei pensieri”, attrezzata per accompagnare il tempo di chi aspetta qualcuno fuori dalla stazione. Con la luce accesa dal Comune e il senso civico di tutti i fruitori che tiene accesa una luce più grande, che con Thomas Edison non ha niente a che fare. Un’operazione ecosostenibile e civica, nel solco di un reimpiego originato da quella corda pazza tipica dei bibliofili ontologici. (La bibliofilia ontologica è una di quelle malattie che è meglio prendersi da piccoli perché poi ti difende tutta la vita dal virus dell’aridità). Alla “Cabina dei pensieri” possiamo fare telefonate speciali. Possiamo chiamare Charles Dickens, Louisa May Alcott, ma anche Italo Calvino, Pier Paolo Pasolini, Franz Kafka, Ernest Emingway, James Joyce, Gabriele D’Annunzio e Samuel Beckett. Possiamo fare uno squillo a un diario di bordo, a una raccolta di poesie, a una storia a fumetti, a un noir capace di incollarci alla sedia. Senza dimenticare ricette ed epistolari, memorie, libri di viaggio. A guardar bene, in questa piccola stanza urbana bisogna entrarci per forza. È meglio non esser di poche parole, qualche volta, soprattutto se son quelle che si sfogliano.
Una realtà di frontiera, capace di stupirti già dalla vetrina, dove puoi scorgere il messaggio di congedo di un libro speciale “Il gran consiglio del Real Coniglio”, Mondadori editore.“La vita è un’avventura - dice - al mondo tutto è possibile: basta avere un po’ di buona volontà e fortuna, una carota fresca, il naso umido e un pizzico di folle coraggio!”. Non cercatelo, perché me lo sono portato a casa.
Sullo scaffale solo libri unici, fra titoli di narrativa, un’ampia scelta di saggi, vecchie edizioni per bibliofili che non s’arrenderanno mai all’e-book, divertenti testi illustrati per l’infanzia e per ragazzi, e, perché no, anche un po’ di magia.
Sì perché anche l’edizione di “Via col Vento” del 1965 non è affatto male (anche quella non è più disponibile), e fa il paio con un’intrigante raccolta di racconti, gialli, di Natale. Più recente, ma non di meno, affascinante. In questa strada dei librai che riprende vita a poco a poco, si fa strada l’idea che si possa lavorare uno accanto all’altro senza darsi di gomito. Il “Sognalibro” con le sue copie di libri usati, la libreria accanto che propone volumi antichi e rarità, e Ubik, giusto di fronte, con il suo catalogo generalista, i suoi gadget, le sue offerte.
La titolare, Maria Angela Marchiò, guarda via Canalino, anche in prospettiva, con occhi che vedono spuntare sotto i portici bancarelle tutte da spulciare, come quelle dei bouquinistes lungo la Senna. Intanto apre la porta a lettori curiosi e attenti che mentre tengono in mano Jane Austen chiedono che venga tenuta da parte ogni copia di passaggio di “Alice nel Paese delle Meraviglie” e tutte le edizioni possibili di Pinocchio. Peter Pan è un altro must per cercatori.
Giusto a due passi c’è la più antica libreria antiquaria della città, un tempio della memoria il cui sacerdote ha da poco compiuto 85 anni, in gran parte passati in via dei Servi, nella bottega aperta più di un secolo fa da suo padre. Tino Mezzacqui è un senatore del tempo che accanto all’attività legata a libri, stampe antiche e dipinti, ha saputo dare vita, nel corso degli anni, a un vero e proprio salotto culturale, frequentato, fra gli altri, dal senatore Spadolini, Vittorio Sgarbi e Pietro Barilla. In un mondo capace di accogliere nella sua infinita galassia merceologica collari da cane che si illuminano, coperte con le maniche e cuscini musicali, è davvero rassicurante pensare che ci sia ancora spazio per un prodotto come il tempo.
Di sogni da sfogliare come le pagine di un libro se ne fanno anche intorno a noi. In provincia di Bologna una cabina telefonica dismessa ha conosciuto nuova vita grazie a una onlus. Ora è un piccolo salotto. Una sala d’attesa provvista di sedia, tappeto, scaffali, libri e il quotidiano di giornata. È la “Cabina dei pensieri”, attrezzata per accompagnare il tempo di chi aspetta qualcuno fuori dalla stazione. Con la luce accesa dal Comune e il senso civico di tutti i fruitori che tiene accesa una luce più grande, che con Thomas Edison non ha niente a che fare. Un’operazione ecosostenibile e civica, nel solco di un reimpiego originato da quella corda pazza tipica dei bibliofili ontologici. (La bibliofilia ontologica è una di quelle malattie che è meglio prendersi da piccoli perché poi ti difende tutta la vita dal virus dell’aridità). Alla “Cabina dei pensieri” possiamo fare telefonate speciali. Possiamo chiamare Charles Dickens, Louisa May Alcott, ma anche Italo Calvino, Pier Paolo Pasolini, Franz Kafka, Ernest Emingway, James Joyce, Gabriele D’Annunzio e Samuel Beckett. Possiamo fare uno squillo a un diario di bordo, a una raccolta di poesie, a una storia a fumetti, a un noir capace di incollarci alla sedia. Senza dimenticare ricette ed epistolari, memorie, libri di viaggio. A guardar bene, in questa piccola stanza urbana bisogna entrarci per forza. È meglio non esser di poche parole, qualche volta, soprattutto se son quelle che si sfogliano.
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