Stabellini, convocati i creditori per la proposta di concordato
San Felice. Il commissario promuove il tentativo di salvataggio: «Con il fallimento sarebbe peggio» Privilegiati rimborsati al 100%, chirografari al 13%. In vista 20 milioni di appalti. Assemblea a gennaio
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SAN FELICE. «L’ipotesi concordataria, seppur in termini minori rispetto a quanto delineato dall’istante, risulta in grado di onorare integralmente i creditori prededucibili ed i privilegiati, nonché, nella misura del 12,29%, i creditori chirografari. L’ipotesi concordataria appare pertanto maggiormente favorevole per i creditori rispetto all’alternativa fallimentare».
Queste nella sostanza le considerazioni conclusive della relazione del commissario giudiziale, dottor Antonio Muffoletto, al Tribunale di Modena sul concordato preventivo in continuità della Alcide Stabellini srl, un’altra delle più importanti imprese edili della Bassa, finita in crisi di liquidità nel post sisma. Era stata la stessa Stabellini, il 22 febbraio scorso a chiedere l’ammissione a questa procedura, affidandosi all’avvocato Davide Guidi di Modena e al dottor Mario Masella, coadiuvati da uno staff di specialisti. In estate avevano presentato una loro proposta di concordato, che prevedeva di soddisfare nella misura del 15% i chirografari, e al 100% gli altri. Con impegni di dismissione (anche della sede operativa) finalizzati a indennizzare al massimo i creditori, senza disperdere un’azienda nata nel 1958 e che oggi sul tema ricostruzione è una delle più impegnate, con contratti e prospettive superiori ai 20 milioni di euro. La proposta prevedeva di azzerare per i prossimi tre anni ogni guadagno dei soci (l’azienda appartiene al 45% a Carlo Alberto Stabellini e al 55% alla società “Finstab”) e di dedicare ogni introito alla soddisfazione dei creditori, pur di sopravvivere). La proposta è stata accolta - nella sostanza - dal commissario giudiziale, che tuttavia, prudenzialmente, abbassa dal 15% al 12,3% la quota percentuale che sarà garantita ai chirografari. La relazione fa il punto esatto della situazione, che rappresenta passività per circa 18,3 milioni di euro, ed un patrimonio valutato attorno a quasi 10 milioni. Dei quali poco più di 500mila confluiranno nella voce degli oneri prededucibili. Si tratta dei pagamenti a organi giudiziari e professionisti che hanno lavorato ininterrottamente per mesi alla ricerca di una soluzione. Quasi 5 milioni di euro invece i crediti dei cosiddetti privilegiati (artigiani e tfr dei dipendenti, mentre gli stipendi sono in pari, tranne 22 giorni di febbraio artigiani) ai quali verrà versato tutto il pregresso. Residuano altri 14 milioni di euro, che invece, se andrà in porto il concordato, saranno soddisfatti in misura ridotta; 4,7 sono i crediti dei fornitori, 5 delle banche e il resto fideiussioni con le stesse banche. Il commissario ha convocato i creditori in assemblea per il 17 gennaio 2018. Si potrà comunque votare anche per posta certificata o per fax, nei successivi 120 giorni, Chi non partecipa e non vota a favore, è come se votasse contro. Ma dalle parole dello stesso commissario giudiziale nella relazione l’ipotesi del fallimento sarebbe meno favorevole. Anche perchè, emerge dagli atti che molti dei creditori sono fornitori e artigiani della stessa Stabellini, che hanno continuato a lavorare e che, da quando è in corso la procedura concordataria, per tutti i nuovi lavori si sono visti garantire le spettanze. Il fallimento comporterebbe il blocco dei tre anni di impegno a far confluire a favore dei creditori i guadagni dai cantieri - per lo più della ricostruzione - che si prospettano. Parliamo di cantieri che, nelle stime pur prudenziali del commissario, assommano milioni di euro. Merito poi del commissario, così come del legale dell’azienda, l’aver corretto una stortura grave del sistema. Ovvero i pagamenti delle altre pubbliche amministrazioni. Peggio, l’intenzione della Regione di versare alla Stabellini solo il 15% del dovuto. Una stortura interpretativa delle norme che è stata presto superata. (ase)
Queste nella sostanza le considerazioni conclusive della relazione del commissario giudiziale, dottor Antonio Muffoletto, al Tribunale di Modena sul concordato preventivo in continuità della Alcide Stabellini srl, un’altra delle più importanti imprese edili della Bassa, finita in crisi di liquidità nel post sisma. Era stata la stessa Stabellini, il 22 febbraio scorso a chiedere l’ammissione a questa procedura, affidandosi all’avvocato Davide Guidi di Modena e al dottor Mario Masella, coadiuvati da uno staff di specialisti. In estate avevano presentato una loro proposta di concordato, che prevedeva di soddisfare nella misura del 15% i chirografari, e al 100% gli altri. Con impegni di dismissione (anche della sede operativa) finalizzati a indennizzare al massimo i creditori, senza disperdere un’azienda nata nel 1958 e che oggi sul tema ricostruzione è una delle più impegnate, con contratti e prospettive superiori ai 20 milioni di euro. La proposta prevedeva di azzerare per i prossimi tre anni ogni guadagno dei soci (l’azienda appartiene al 45% a Carlo Alberto Stabellini e al 55% alla società “Finstab”) e di dedicare ogni introito alla soddisfazione dei creditori, pur di sopravvivere). La proposta è stata accolta - nella sostanza - dal commissario giudiziale, che tuttavia, prudenzialmente, abbassa dal 15% al 12,3% la quota percentuale che sarà garantita ai chirografari. La relazione fa il punto esatto della situazione, che rappresenta passività per circa 18,3 milioni di euro, ed un patrimonio valutato attorno a quasi 10 milioni. Dei quali poco più di 500mila confluiranno nella voce degli oneri prededucibili. Si tratta dei pagamenti a organi giudiziari e professionisti che hanno lavorato ininterrottamente per mesi alla ricerca di una soluzione. Quasi 5 milioni di euro invece i crediti dei cosiddetti privilegiati (artigiani e tfr dei dipendenti, mentre gli stipendi sono in pari, tranne 22 giorni di febbraio artigiani) ai quali verrà versato tutto il pregresso. Residuano altri 14 milioni di euro, che invece, se andrà in porto il concordato, saranno soddisfatti in misura ridotta; 4,7 sono i crediti dei fornitori, 5 delle banche e il resto fideiussioni con le stesse banche. Il commissario ha convocato i creditori in assemblea per il 17 gennaio 2018. Si potrà comunque votare anche per posta certificata o per fax, nei successivi 120 giorni, Chi non partecipa e non vota a favore, è come se votasse contro. Ma dalle parole dello stesso commissario giudiziale nella relazione l’ipotesi del fallimento sarebbe meno favorevole. Anche perchè, emerge dagli atti che molti dei creditori sono fornitori e artigiani della stessa Stabellini, che hanno continuato a lavorare e che, da quando è in corso la procedura concordataria, per tutti i nuovi lavori si sono visti garantire le spettanze. Il fallimento comporterebbe il blocco dei tre anni di impegno a far confluire a favore dei creditori i guadagni dai cantieri - per lo più della ricostruzione - che si prospettano. Parliamo di cantieri che, nelle stime pur prudenziali del commissario, assommano milioni di euro. Merito poi del commissario, così come del legale dell’azienda, l’aver corretto una stortura grave del sistema. Ovvero i pagamenti delle altre pubbliche amministrazioni. Peggio, l’intenzione della Regione di versare alla Stabellini solo il 15% del dovuto. Una stortura interpretativa delle norme che è stata presto superata. (ase)
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