l’anomalia provinciale
La politica “espulsa” dagli stadi
Il proselitismo si blocca e la militanza non è più un fattore in curva
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C’erano una volta le “Brigate Gialloblù” sul cui striscione capeggiava il volto di Che Guevara. Erano loro a guidare il tifo del Modena e l’essere schierati a Sinistra era una logica scelta di campo per una città come quella della Ghirlandina. In curva nacque poi il gruppo “Sezione” da molti identificato come un’enclave di destra nonostante alcuni appartenenti fossero di matrice politica opposta. Erano comunque altri tempi, in cui il “fare politica” usciva dalle sedi di partito ed era normale cercare proseliti in tutti i luoghi di aggregazione, stadi compresi. Ma dal 2006, con la nascita del gruppo Curva Sud, i simboli politici sono usciti dalla curva, banditi in nome di un nuovo corso e di un’unica passione: il Modena.
Discorso analogo vale per Carpi dove per anni si sono fatti notare gli “Irriducibili”. Idee e atteggiamenti di destra li hanno connotati fino al recente scioglimento che di fatto ha escluso lo zoccolo dal tifo organizzato.
Un discorso a parte merita Sassuolo su cui anche gli investigatori avevano acceso più di un faro. Ad attirare l’attenzione era stato il gruppo “Sasol 88”. Si tratta di ragazzi dichiaratamente di destra, ma che per scelta hanno deciso di non portare la propria ideologia politica all’interno degli stadi italiani. Non a caso anche il settore più caldo del tifo neroverde è composto da un melting pot sociale che ha preso le distanze dalla militanza attiva, lasciandola lontano dal terreno di gioco. Una strategia, quella adottata per il sostegno ai tre club modenesi, anomala rispetto al panorama ultras italiano, un’avanguardia sperimentale che potrebbe fare scuola.
Discorso analogo vale per Carpi dove per anni si sono fatti notare gli “Irriducibili”. Idee e atteggiamenti di destra li hanno connotati fino al recente scioglimento che di fatto ha escluso lo zoccolo dal tifo organizzato.
Un discorso a parte merita Sassuolo su cui anche gli investigatori avevano acceso più di un faro. Ad attirare l’attenzione era stato il gruppo “Sasol 88”. Si tratta di ragazzi dichiaratamente di destra, ma che per scelta hanno deciso di non portare la propria ideologia politica all’interno degli stadi italiani. Non a caso anche il settore più caldo del tifo neroverde è composto da un melting pot sociale che ha preso le distanze dalla militanza attiva, lasciandola lontano dal terreno di gioco. Una strategia, quella adottata per il sostegno ai tre club modenesi, anomala rispetto al panorama ultras italiano, un’avanguardia sperimentale che potrebbe fare scuola.
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