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Un prignanese tra gli Skinheads: «Amiamo la nostra razza Violenti? Se ci attaccano...»

Un prignanese tra gli Skinheads: «Amiamo la nostra razza Violenti? Se ci attaccano...»

Andrea Casolari, il prignanese del Veneto Fronte Skinheads: «Troppi problemi» «Siamo contro questo modello di immigrazione, difendiamo l’identità italiana»

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MODENA. Andrea Casolari vive a Prignano, lui è il volto nuovo modenese del Veneto Fronte Skinheads. Si è conquistato gli onori della cronaca alcuni giorni fa per aver interrotto la presentazione di un libro di Chaimaa Fatihi a Medole, nel Mantovano. Casolari lo conoscono in tanti in città, ma pur essendo il delegato provinciale di “Progetto nazionale” è autorizzato a rispondere soltanto ad alcune domande relative al corteo contro lo Ius Soli. «Per ogni altra cosa - dice - dovete fare riferimento alle dichiarazioni del presidente della nostra associazione...». È evidente che le troppe attenzioni mediatiche al Veneto Fronte Skinheads non siano piaciute dopo il blitz a Medole e soprattutto a Como con video che hanno mostrato le arringhe contro la cittadinanza italiana ai giovani stranieri.

«Posso solo dire che la manifestazione del 15 dicembre non è organizzata da noi - spiega Casolari - Se qualcuno del Veneto Fronte Skinheads vorrà partecipare lo farà in maniera autonoma, sono liberi di farlo. Su tutto il resto, quello che potrei dire sono le stesse cose che dice il mio presidente».

E allora tanto vale andare a scoprire l’ideologia destroide attraverso le parole dei militanti.

«Parliamo del futuro - disse Casolari a Medole rivolgendosi a Chaimaa Fatihi (nella foto) - Lei che studia e vive a Modena si guardi intorno: a Modena è tutto rose e fiori? Si parla di un milione di situazioni che non si riescono a gestire (fa riferimento a spaccio, arrestati e rimessi in libertà e il caso dell’aggressione ai sanitari dell’ospedale di Sassuolo, ndr), vuoi per la politica, vuoi per la situazione o per una serie di svariati motivi. Se in questi teatrini continuate a parlare soltanto di situazioni belle... Ci sono già abbastanza problemi, dobbiamo accollarcene degli altri? ».

«Abbiamo fatto una serie di iniziative politiche contro Caritas, Pd, e Ong che si adoperano per favorire l’immigrazione - dice Giordano Caracino, il presidente del Vfs, attraverso il canale youtube dell’associazione - Per come è concepita e attuata in questi anni è estremamente collusa con un sistema criminale. Riteniamo che chiunque si prodighi per favorirla in questa maniera abbia una forma di complicità, che miete vittime innocenti tra coloro che sono costretti ad emigrare. Vi sono conseguenze e rischi per la popolazione italiana, costretta a subire questa invasione e a confrontarsi in termini di scontro sociale che avviene nei quartieri popolari delle nostre città. Noi siamo in prima linea per difendere quello che per noi è più caro: la nostra identità nazionale, compromessa da un’immigrazione forsennata e pianificata a tavolino; l’identità religiosa, minacciata da altre religioni che vengono professate sul nostro suolo e che con arroganza vorrebbero scalzarla; identità sessuale, minacciata da teorie farneticanti come la teoria gender che minaccia la famiglia tradizionale. Io mi definisco razzista perché ho una forte amore per la mia gente, per il mio popolo, per la mia razza. Non è che disprezzo e odio le altre, amo la mia e la voglia preservare. La violenza fa sicuramente parte della vita e della società, noi non siamo chierichetti, non siamo per l’etica del porgere l’altra guancia, a chi ci attacca rispondiamo con quelli che sono i nostri modi che possono essere di confronto qualora abbiamo a che fare con persone intelligenti oppure davanti a chi ci attacca in maniera stupida non abbiamo problemi a rispondere anche con violenza».

Francesco Dondi
 

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