Gazzetta di Modena

Modena

Accademia e Resistenza due storie di 70 anni fa

L’8 dicembre tornarono i cadetti e il presidente Enrico De Nicola insignì la città della medaglia d’oro. La ricerca del generale Meinero: «Fieri di quel giorno»

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Domani sarà una giornata molto particolare per l’Accademia Militare di Modena. L’8 dicembre 1947, infatti, esattamente 70 anni fa, l’istituzione militare riaprì ufficialmente i corsi dopo la Guerra alla presenza del Presidente della repubblica Enrico de Nicola, che conferì anche alla città la medaglia d’oro al valor militare per la Resistenza.

Due eventi che rappresentarono per Modena i segni tangibili che le tragiche vicende accadute durante il secondo conflitto mondiale si avvivano ad un loro definitivo superamento.

Due eventi che non potevano passare sotto traccia nel ricordo dei modenesi.

Ecco perchè proprio un modenese - acquisito, per la verità, ma comunque ormai più che genuino - ha deciso di ricordarli con un lavoro minuzioso e prezioso, confluito in una tesi per il master universitario in Public History del dipartimento di studi linguistici e culturali dell’Università di Modena. La firma è quella di Massimo Meinero, generale di brigata in pensione, molto impegnato nel volontariato, legato a Modena fin da quando, nel 1978, iniziò qui la sua carriera di Allievo, prima di stabilirsi con la famiglia e diventare insegnante dei cadetti dopo aver partecipato anche a diverse missioni all’estero.

Modena diventa la città di Meinero, che lo adotta dalla sua Romagna, e ora il generale ricambia: «Mi sento modenese a tal punto - spiega lo stesso Meinero - che non volevo lasciar passare questo anniversario senza il giusto tributo. È stato un avvenimento importante per la storia di tutto il nostro Paese e per la nostra città che da sempre è un punto di riferimento. Così, a casa in pensione, mi sono dedicato a questa ricerca che mi ha portato a riscoprire cosa accadde in città in quegli anni. Ed è stato un percorso storiografico davvero notevole per una ricorrenza di cui andare fieri». Un lavoro immane, dal quale è nato anche un percorso-mostra.

Quel giorno l’Accademia Militare riprendeva ufficialmente, nella tradizionale sede del palazzo ducale, le sue attività di istituto di formazione degli Ufficiali dell’Esercito Italiano della appena nata Repubblica Italiana: «Il Gonfalone del Comune di Modena - spiega Meinero - per i sacrifici patiti dalla popolazione durante l’occupazione nazi-fascista e per i meriti acquisiti partecipando, coraggiosamente e attivamente, alla Resistenza nel periodo 8 settembre 1943 – 22 aprile 1945, veniva insignito della più alta decorazione militare: la Medaglia d’Oro al Valor Militare. Le tappe che portarono alla storica giornata dell’8 dicembre 1947 si possono sintetizzare attraverso la cronologia delle notizie con le quali i cittadini vennero informati. La fonte dalla quale sono desunte le informazioni della mia ricerca è stata proprio la consultazione dell’annata 1947 della Gazzetta di Modena».

Il sindaco era Alfeo Corassori e, dall’analisi storica, emergono anche particolari curiosi legati proprio alla storia della città. Meinero ne ricorda uno in particolare: «Un segnale della parsimonia dettata dalle non floride condizioni economiche di quell’epoca lo si nota nel manifesto: la firma del sindaco in calce è stampata su un riquadro di carta sovrapposto e incollato sullo stesso. Presumibilmente, nei magazzini del Comune di Modena erano ancora conservati molti manifesti in bianco intestati con lo stemma comunale ma con il titolo attribuito al primo cittadino usato durante la dittatura, ovvero quello di Podestà. Per risparmiare i vecchi manifesti di anteguerra vennero utilizzati ancora negli anni». Anche questa è storia.

Davide Berti

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