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«Il corteo non è ancora autorizzato»

«Il corteo non è ancora autorizzato»

Il questore Santarelli prudente sui permessi, per Muzzarelli è da vietare. Il circolo Terra dei Padri: «Nessuna onda nera»

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«Per la manifestazione “No Ius Soli” abbiamo ricevuto un semplice preavviso dagli organizzatori. La richiesta arriva all’associazione “Terra dei Padri”. Noi non abbiamo dato alcuna risposta perché sarebbe prematuro. Quindi per ora non c’è niente, tanto meno un percorso in centro o in altre zone». Parola del questore Filippo Santarelli, che sulla manifestazione dell’estrema destra prevista per il 15 dicembre non scioglie le riserve. Per ora si tratta, di fatto, di una manifestazione annunciata ma ancora non autorizzata.

Forza Nuova, Veneto Fronte Skinheads e Azione Identitaria sono in prima linea insieme ai promotori di “Difendi Modena” e “Cittadini Modenesi”, come si legge nel volantino che promuove il corteo per venerdì 15 dicembre alle 20.30.

Ma il sindaco Gian Carlo Muzzarelli ieri ha spiegato che non ne vuole sentire parlare: «Per difendersi, Modena e i modenesi non hanno bisogno di chi fomenta l’odio razziale, inneggia alla violenza e coltiva la cultura e i simboli del nazifascism - spiega il sindaco - è evidente che la legge sullo “ius soli”, sulla quale sono ovviamente legittime tutte le posizioni politiche, sta diventando il pretesto per rilanciare formazioni e culture che calpestano i principi della nostra Costituzione. Modena democratica e antifascista, Medaglia d’oro al valor militare per la Guerra di Liberazione, non può accettare – afferma Muzzarelli – di essere invasa da gruppi che, oltre a creare rischi di ordine pubblico, vengono a celebrare disvalori e pagine nere della nostra storia. Pertanto chiedo alle autorità competenti di vietare il corteo previsto da “Difendi Modena” e “Cittadini modenesi” per il prossimo 15 dicembre».

Antifascisti e associazioni di sinistra si stanno già organizzando per un presidio nei luoghi storici e simbolo della Resistenza in quella stessa serata, ma la Questura si pronuncerà solo nelle prossime ore.

Intanto non è piaciuta all’associazione Terra dei Padri la definizione di “onda nera: «Non ci risultano petroliere affondate nel Po e un'onda nera in arrivo a Modena. L’allarmismo verso la proposta di manifestazione in legittima difesa della cittadinanza italiana organizzata da un comitato di cittadini, cui abbiamo aderito al pari di altri movimenti identitari, è figlio della categoria di pensiero “antifascismo sempre e comunque”, che legittima poi pratiche come l'attentato incendiario al nostro circolo, lo squadrismo sui social e mediatico contro i non omologati, il teppismo di strada, la diffamazione permanente di ogni pensiero non ortodosso liquidato come fascista». Lo scrive in un comunicato lo stesso circolo .

Se contro la manifestazione «è stata annunciata violentemente l'immancabile mobilitazione dei centri sociali che si nutrono di un antifascismo caricaturale», la Terra dei Padri nella sua nota assicura di non essere il quartier generale delle varie forze di estrema destra. Il circolo di via Biondo, fondato e presieduto da Fabio di Maio, dice di non voler essere la «base logistica di altri gruppi» ma «una vivace realtà metapolitica dialogante e sovranista, che nelle sue conferenze riceve tutti coloro che si riconoscono o intendano dibattere di battaglie identitarie». Di Maio ricorda di aver ospitato «rappresentati di partiti tradizionali, come la Lega e Forza Italia, di organizzazioni come Porta Aperta, di gruppi giovanili come Azione Studentesca, di movimenti patriottici come Azione Identitaria, Forza Nuova e Vfs, senza per questo doversi identificare in alcuno in particolare».

Scrive anche Forza Nuova: «E' inutile sollevare che 100 mila giovani compatrioti, solo nell'ultimo anno, sono espatriati perché in Italia non c'è futuro, ma accogliamo senza un piano altrettanti stranieri che non sappiamo neanche chi siano?».

La richiesta di stop alla manifestazione a Modena è finita anche sul tavolo del Ministero dell’Interno con una interrogazione presentata dagli onorevoli Giovanni Paglia, Andrea Maestri e Maria Cecilia Guerra per Liberi e Uguali: «Serve un divieto immediato».



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