«Licenziati in tronco dalla ceramica Ascot»
di Enrico Vincenzi
Castelvetro. Sono tre operai, tra cui un sindacalista Cgil. Da ieri sciopero dei 150 addetti dell’azienda
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CASTELVETRO . Licenziati in tronco, causa soppressione del loro reparto. È quanto capitato martedì a tre lavoratori di lungo corso della ceramica Ascot di Solignano, che si sono visti recapitare la lettera di licenziamento in cui si annunciava la cessazione del lavoro dal giorno seguente. La motivazione, ha spiegato l’azienda nella lettera, è la soppressione del reparto in cui i tre lavoravano da vent’anni. «L’azienda ha consegnato una lettera di licenziamento per giustificato motivo a me, al mio caporeparto e al vice caporeparto - racconta Massimo Albinelli, uno dei tre licenziati -. L’azienda nella lettera, sostiene che il ruolo che ricopriamo, di manutentore meccanico generico degli impianti, è stato soppresso». Una spiegazione, però, che non convince i diretti interessati ed i loro colleghi. «Sono persone che si sarebbe potuto tranquillamente formare per altre mansioni - dicono gli altri operai -. Si poteva fare una proposta di reinserimento». Gli operai temono che questo episodio diventi l’inizio di un trend nei licenziamenti in fabbrica: «Se si apre questa strada nei licenziamenti - commenta Albinelli -, lo spazio per chiudere qualsiasi discussione o confronto all’interno di normali relazioni sindacali finisce». Secondo i lavoratori, inoltre sarebbe di natura politica: Albinelli, infatti, è un delegato Filctem/Cgil, rappresentante sindacale nella fabbrica. «Dietro ai provvedimenti c’è senz’altro una motivazione politica e sindacale», dichiara il sindacalista. «Già da un mese e mezzo l’azienda ha tagliato i ponti con i sindacati e sta prendendo decisioni unilaterali - affermano i colleghi». «È un licenziamento mirato - dice una dipendente -, senza di lui non abbiamo più un rappresentante». A questi licenziamenti, i 150 operai della Ascot hanno risposto in modo massiccio, scioperando per l’intera giornata di ieri. Lo sciopero, che durerà almeno fino a domani, ha come scopo il ritiro dei licenziamenti. Cgil intanto sta valutando azioni per attività anti sindacale. «Si chiede di andare verso un confronto normale, ritirando i provvedimenti - dice il sindacalista -. Penso che nessuno di noi abbia problemi nel ragionare di ricollocamenti. Non siamo in un’azienda artigiana con quindici dipendenti».
«La società, contrariamente alle errate ed infondate informazioni proposte dal sindacato Filctem-Cgil, non ha licenziato nessuno - precisa la ceramica Ascot -. Ha avviato, come previsto dalla legge, il tentativo obbligatorio di conciliazione, per la soppressione di tre posizioni lavorative, stante la necessità di migliorare la organizzazione aziendale e per la migliore economicità dell’impresa. Rileva che l’azienda produce a ciclo continuo e che il repentino ed infondato sciopero, previsto per giorni 3, potrebbe determinare gravi danni agli impianti di cui riterrà responsabili i soggetti che hanno dichiarato illegittimamente lo sciopero e riserva ogni iniziativa a tutela dell’incolumità della azienda e delle persone».
«La società, contrariamente alle errate ed infondate informazioni proposte dal sindacato Filctem-Cgil, non ha licenziato nessuno - precisa la ceramica Ascot -. Ha avviato, come previsto dalla legge, il tentativo obbligatorio di conciliazione, per la soppressione di tre posizioni lavorative, stante la necessità di migliorare la organizzazione aziendale e per la migliore economicità dell’impresa. Rileva che l’azienda produce a ciclo continuo e che il repentino ed infondato sciopero, previsto per giorni 3, potrebbe determinare gravi danni agli impianti di cui riterrà responsabili i soggetti che hanno dichiarato illegittimamente lo sciopero e riserva ogni iniziativa a tutela dell’incolumità della azienda e delle persone».
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