Gazzetta di Modena

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IL SINDACO MUZZARELLI AD ASCARI 

«Non discuto con degli agitatori in un edificio occupato»

«Non discuto con degli agitatori in un edificio occupato»

Alla lettera aperta del professor Pierpaolo Ascari, pubblicata nei giorni scorsi, replica ora il sindaco Gian Carlo Muzzarelli. Scrive Muzzarelli: «Egregio professor Ascari, rispondo alla sua lettera...

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Alla lettera aperta del professor Pierpaolo Ascari, pubblicata nei giorni scorsi, replica ora il sindaco Gian Carlo Muzzarelli. Scrive Muzzarelli: «Egregio professor Ascari, rispondo alla sua lettera a titolo personale, perché io, il Prefetto, il Questore e il Tribunale non siamo una cupola che se la intende per dominare e controllare la città e per impedire le manifestazioni politiche e di pensiero, che a Modena non incontrano ostacoli».

«Ognuno di noi cerca di assolvere i propri compiti, nel mio caso quelli che mi hanno affidato gli elettori, nel rispetto delle leggi. Leggi di uno Stato di diritto, che fino a prova contraria sanno distinguere fra un’occupazione abusiva e altri ben più gravi reati che preoccupano i cittadini, tra un gruppo di agitatori di professione e Al Capone. Ma pur sempre leggi, che tutelano la proprietà privata (come molti autorevoli firmatari sanno bene), stabiliscono le condizioni di agibilità di un edificio, per proteggere non me o altri amministratori pro-tempore, ma l’incolumità delle persone che ci entrano, escludono il ricorso alle minacce e alla violenza contro la forza pubblica, che possono portare, come è accaduto purtroppo in via Bonaccorsa, al ferimento di un poliziotto e di una manifestante».

«So distinguere gli aspetti politici da quelli giudiziari e infatti il Comune non ha prodotto alcuna denuncia. Vorrei anch’io discutere fuori dalle aule di Tribunale, ma per discutere bisogna essere in due. Le minacce, i ricatti, la prepotenza non sono un modo di discutere. Non si discute in un edificio occupato abusivamente. Non solo per ragioni di sicurezza e per rispetto (comunque dovuto) ai legittimi proprietari (e ai residenti della zona che protestano), ma soprattutto per rispettare le decine di migliaia di cittadini che non ricorrono alla prepotenza per avanzare le loro legittime richieste e proposte». «La risposta del Guernica è stata l’occupazione di un immobile della Curia già destinato al recupero per aiutare i più deboli, seguita da un profluvio di farneticanti accuse all’amministrazione comunale (e di fatto alle altre decine di associazioni culturali, giovanili e no, che fanno vivere tanti spazi della città). In breve: occupazioni abusive no, dialogo leale sì. È sicuro, siete proprio sicuri che a “darci una regolata” dobbiamo essere noi? Anche se c’è sempre da imparare, credo di conoscere abbastanza “ciò che accade davvero in città” e proprio per questo non ho bisogno di provocazioni e insulti gratuiti per sapere che ci sono edifici pubblici e privati meritevoli di recupero e reimpiego. Piacerebbe anche a me disporre di diverse centinaia di milioni di euro per investire, riconvertire e se necessario esprorpiare immobili». «E la lista del Comune è molto lunga. Purtroppo queste risorse non compariranno d’incanto grazie alla “fantasia”, alla “partecipazione” e alle “forme di lotta” di qualche giovane volenteroso e qualche meno giovane suggeritore. Quelle che abbiamo e che abbiamo trovato le stiamo investendo proprio per riconsegnare alla città luoghi storici e spazi culturali, dal San Paolo all’ex Estense, dal Sigonio alla periferia nord, dall’ex AMCM alla Casa delle donne, dalle ex Poste in via Nicolò dell’Abate al Centro musica di Via Morandi, al Venturi in via Selmi e in via Ganaceto. Gian Carlo Muzzarelli

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