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Spazio Guernica: «Disponibili a dare le chiavi del cinema Cavour al vescovo»

di Gaetano Gasparini
Spazio Guernica: «Disponibili a dare le chiavi del cinema Cavour al vescovo»

È pomeriggio e al cinema Cavour sono già decine i militanti e simpatizzanti dell'occupazione che si sono radunati all'entrata del teatro. Il generatore non funziona, dentro è buio pesto, bisogna...

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È pomeriggio e al cinema Cavour sono già decine i militanti e simpatizzanti dell'occupazione che si sono radunati all'entrata del teatro. Il generatore non funziona, dentro è buio pesto, bisogna aspettare per entrare. «Non ce ne andiamo, qui si stanno costruendo i presupposti per una diversa gestione della città e dei suoi spazi in disuso. Non ci aspettavamo risposte diverse dalle istituzioni, il loro è l'ennesimo tentativo di criminalizzare un dissenso diffuso intorno alla gestione di una città in piena involuzione fascista: ma non ci spaventiamo, loro fanno il loro lavoro, noi il nostro». A parlare è Anna Remitti, 66 anni, una delle tante “soggetività” che si sono unite sin dall'inizio alla lotta degli autonomi.

Davanti al Cavour c'è un clima di attesa, un braccio di ferro fra autonomi e solidali e le istituzioni cittadine intorno all'occupazione del cinema Cavour. Curia, Procura, Tribunale e sindaco hanno chiesto agli occupanti di lasciare l'edificio di proprietà della Chiesa modenese, la quale ha ricordato che gli ambienti del Cavour sono destinati all'allestimento di una mensa sociale ancora in cantiere. Da parte sua, la Procura della Repubblica, per bocca di Lucia Musti, ha sottolineato le conseguenze penali «dell'invasione illegale dell'edificio» così come aveva paventato il Questore all'indomani del corteo non autorizzato culminato nella occupazione del cinema Cavour da parte del collettivo autonomo, la seconda in poche settimane dopo quella del cinema Olympia. Nessuno sembra volere mollare anche se il Guernica, in un comunicato diramato ieri, ha dichiarato di essere «pronto a togliere il disturbo». Ma non senza garanzie concrete.

«Vogliamo che l'Amministrazione ci assegni un altro spazio per continuare una esperienza che aveva visto nascere una comunità culturale solidale con una idea alternativa della gestione della città», dice Andrea Pederzini del collettivo antagonista.

«L’ex cinema Cavour è diventato lo spazio che ci garantisce dalle strumentalizzazioni ed è sulla base di queste premesse che ora attendiamo un impegno dell'amministrazione nell'assegnarci uno spazio e fare fronte alle centinaia di spazi vuoti. Dopodiché accoglieremo volentieri il Vescovo per consegnargli le chiavi dei lucchetti e mostrargli quanto in poco tempo si può fare per restituire uno spazio al suo valore.», scrivono gli occupanti in un post su Facebook.

Su Facebook, cassa di risonanza delle inziative del Guernica, è intervenuto il sindaco Muzzarelli. In un post pubblicato ieri, il Primo Cittadino ha risposto al professore Pierpaolo Ascari, uno degli intellettuali schierati a difesa dell'occupazione. Il sindaco ha accusato i militanti autonomi di giovanilismo, prepotenza e slealtà. Secondo Pederzini invece la volontà di dialogare annunciata dalla giunta e ora di nuovo da Muzzarelli «è stata una specie di farsa, un atto formale senza alcuna volontà politica reale di dialogare. E le parole del sindaco sono l'ennesimo tentativo di delegittimare non solo il Guernica ma un'intera comunità».

I militanti sono dunque disponibili a lasciare il cinema ma insistono nella convocazione di un Tavolo fra istituzioni e cittadinanza. «Sappiamo che possiamo essere sgomberati da un momento all'altro e siamo pronti a prendere questo rischio», dice Tommaso Corbelli, organico al movimento sociale. Intanto i militanti non cambieranno di una virgola la programmazione delle iniziative del Cavour: proiezioni di film, dibatitti politici e concerti già in calendario dall'occupazione dell'Olympia. In realtà, gli attivisti comunisti cercano una sponda nella Chiesa che difficilmente si concretizzerà. «Vogliamo parlare seriamente di Welfare e degli spazi dismessi in città e desideriamo che anche il Vescovo si esprima in tal proposito, riconoscendo le criticità in tal senso vissute a Modena». Solo e soltanto dopo aver ricevuto la garanzia della creazione di un Tavolo e di un «vero dibattito sul merito», gli attivisti lasceranno l'edificio. Il Guernica aspetta quindi una presa di posizione dalla Curia, un'apertura al momento molto remota ma che non sembra scoraggiare i militanti, pronti ad affrontare repressione e eventuali processi.

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