Stalking, insegnante a processo
Perseguitò il proprietario di casa del suo ex per farlo cacciare dall’appartamento
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Rinviata a giudizio una professoressa accusata di aver compiuto una persecuzione nei confronti del suo ex proprietario di casa e dei suoi figli. Ieri il giudice Andrea Romito ha fissato la prima udienza di questo singolare processo per febbraio con la 50enne modenese accusata di stalking continuato (sarà difesa dall’avvocato Alberto Boni). Non ci sarà invece la parte civile: la presunta vittima, il padrone di casa, ha preferito col suo legale (Massimo Simonini) di restare fuori dal processo dopo che, alla seconda ordinanza del giudice per tenerla alla larga, lei non si è più fatta vedere. La vicenda risale a poco più di un anno fa quando un modenese si è presentato ai carabinieri per sporgere denuncia contro una ex inquilina che stava rendendo la vita impossibile a lui e ai figli. La vicenda è intricata. Inizialmente la 50enne, una docente che insegna a Modena città, conviveva con un modenese appena fuori città. Dopo numerosi litigi, lei se ne è andata con le sue cose. E con una sete di vendetta. Poco tempo dopo infatti si è presentata rancorosa al proprietario del loro appartamento annunciando che se ne era andata e suggerendogli con insistenza di far sfrattare il suo ex. Richiesta respinta: il proprietario ha ricordato non solo che era un ottimo inquilino e che pagava regolarmente l’affitto; quindi non c’era motivo per mettere in atto un gesto così grave e soprattutto non voleva farlo.
La donna deve aver pensato a una combutta tra i due e da allora ha considerato il padrone di casa un nemico uguale se non peggiore del suo ex convivente. Da allora è iniziata una persecuzione, ha raccontato a presunta vittima ai carabinieri nel corso di vari denunce: ha detto che quella prof inviava messaggi minatori a lui e ai figli. Finché il giudice, a loro protezione, ha emesso un ordine di divieto di avvicinamento prima per l’ex padrone di casa e poi per i suoi figli.
L’insegnante subito non ha rispettato gli obblighi e ha proseguito finché a un certo punto, capendo la gravità della situazione, ha desistito lasciando finalmente in pace i suoi bersagli. Nel frattempo le indagini della Procura sono proseguite, si sono concluse e ieri si è arrivati al rinvio a giudizio.
La donna deve aver pensato a una combutta tra i due e da allora ha considerato il padrone di casa un nemico uguale se non peggiore del suo ex convivente. Da allora è iniziata una persecuzione, ha raccontato a presunta vittima ai carabinieri nel corso di vari denunce: ha detto che quella prof inviava messaggi minatori a lui e ai figli. Finché il giudice, a loro protezione, ha emesso un ordine di divieto di avvicinamento prima per l’ex padrone di casa e poi per i suoi figli.
L’insegnante subito non ha rispettato gli obblighi e ha proseguito finché a un certo punto, capendo la gravità della situazione, ha desistito lasciando finalmente in pace i suoi bersagli. Nel frattempo le indagini della Procura sono proseguite, si sono concluse e ieri si è arrivati al rinvio a giudizio.
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