pavullo. e la polemica non si placa
Donna incinta va in emergenza a Sassuolo
PAVULLO. Altro trasporto d’emergenza dall’Appennino alla pianura, per il timore di complicanze ai danni una donna in procinto del parto. È successo mercoledì sera a Pavullo, dove il 118 è intervenuto...
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PAVULLO. Altro trasporto d’emergenza dall’Appennino alla pianura, per il timore di complicanze ai danni una donna in procinto del parto.
È successo mercoledì sera a Pavullo, dove il 118 è intervenuto in via Dante verso le 19 per portare all’ospedale di Sassuolo una donna straniera vicina ormai al termine che già in giornata aveva avvertito forti contrazioni.
Era andata a farsi visitare in mattinata, ricevendo sostanzialmente rassicurazioni dai medici. Ma verso sera la dinamica si è ripresentata e ha chiamato l’ambulanza: visto che il marito era fuori per turno di lavoro, aveva paura di trovarsi sola in casa di notte nell’emergenza, senza la possibilità di un riferimento vicino come c'era prima col punto nascite. Dopo averla visitata, il personale del 118 ha ritenuto fosse opportuno farle trascorrere la notte in ospedale a Sassuolo, dove ci sarebbe stato personale sempre pronto in caso di parto improvviso.
Intanto la questione della chiusura del punto nascite ritorna sul tavolo regionale con la nuova interrogazione presentata da Giulia Gibertoni (5 Stelle) sulla questione degli errori chilometrici nella richiesta di deroga sollevata nei giorni scorsi da Maria Cristina Bettini del comitato “Salviamo l’ospedale di Pavullo”.
«La decisione di chiudere il punto nascite non può essere accettata senza aver provato in tutti i modi a ristabilire la realtà dei fatti», sottolinea la Gibertoni, chiedendo nuova istanza di deroga ricordando anche il fallimento del “servizio alberghiero” offerto dall’Ausl di Bologna dopo la chiusura del punto nascite di Porretta.
Daniele Montanari
È successo mercoledì sera a Pavullo, dove il 118 è intervenuto in via Dante verso le 19 per portare all’ospedale di Sassuolo una donna straniera vicina ormai al termine che già in giornata aveva avvertito forti contrazioni.
Era andata a farsi visitare in mattinata, ricevendo sostanzialmente rassicurazioni dai medici. Ma verso sera la dinamica si è ripresentata e ha chiamato l’ambulanza: visto che il marito era fuori per turno di lavoro, aveva paura di trovarsi sola in casa di notte nell’emergenza, senza la possibilità di un riferimento vicino come c'era prima col punto nascite. Dopo averla visitata, il personale del 118 ha ritenuto fosse opportuno farle trascorrere la notte in ospedale a Sassuolo, dove ci sarebbe stato personale sempre pronto in caso di parto improvviso.
Intanto la questione della chiusura del punto nascite ritorna sul tavolo regionale con la nuova interrogazione presentata da Giulia Gibertoni (5 Stelle) sulla questione degli errori chilometrici nella richiesta di deroga sollevata nei giorni scorsi da Maria Cristina Bettini del comitato “Salviamo l’ospedale di Pavullo”.
«La decisione di chiudere il punto nascite non può essere accettata senza aver provato in tutti i modi a ristabilire la realtà dei fatti», sottolinea la Gibertoni, chiedendo nuova istanza di deroga ricordando anche il fallimento del “servizio alberghiero” offerto dall’Ausl di Bologna dopo la chiusura del punto nascite di Porretta.
Daniele Montanari
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