sotto banco
Gli aumenti per i docenti ci sono Non sanno che ne hanno diritto
di Vincenzo Brancatisano
I lavoratori della scuola potrebbero avere più soldi nello stipendio ma spesso non lo sanno. Tanti tra insegnanti e personale non docente hanno il diritto di essere inquadrati in una fascia superiore...
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I lavoratori della scuola potrebbero avere più soldi nello stipendio ma spesso non lo sanno. Tanti tra insegnanti e personale non docente hanno il diritto di essere inquadrati in una fascia superiore dello stipendio rispetto a quella attuale. Una volta passati di ruolo i lavoratori chiedono e ottengono la ricostruzione della carriera, in occasione della quale però solo i primi 4 anni di precariato pre ruolo vengono riconosciuti per intero dal punto di vista economico mentre tutti gli altri conteranno solo per i due terzi, con una netta perdita in ordine alla progressione economica della carriera non escludendo le conseguenze anche importanti sulla successiva quantificazione della pensione. Quindi il personale di ruolo che vanti un servizio di pre ruolo superiore ai quattro anni e che abbia compiuto un certo numero di anni di servizio complessivo ha diritto al recupero del periodo congelato (il terzo mancante) e di fare così un bel salto di carriera con aumento dello stipendio. Il terzo mancante non si perde, è solo “congelato” e si recupera più avanti negli anni. Più precisamente, al compimento di 16, 18, 20, 24 anni di servizio, a seconda che si tratti, rispettivamente, di insegnante della scuola secondaria di secondo grado, di primo grado e primaria-infanzia, di Ata e di docenti dei conservatori e delle accademie. Lo “scongelamento” dovrebbe avvenire su iniziativa delle segreterie degli istituti che ogni anno verificano lo stato dei fascicoli del personale e il più delle volte il tutto va a buon fine. Ma spesso questo non avviene automaticamente, specie a causa del super lavoro cui sono costrette le segreterie medesime e tra gli stessi interessati si nota una marcata inconsapevolezza del diritto. Questi lavoratori, invece, previa consultazione del proprio decreto di ricostruzione e dello stato del cedolino dello stipendio, potrebbero trovare conveniente verificare se i periodi già congelati siano stati poi riconosciuti, facendo fare così un salto (anche importante in caso di lungo precariato) alla fascia stipendiale e all’ammontare dello stipendio. Nel caso di riscontro negativo sarebbe opportuno produrre una semplice domanda indirizzata alla scuola, con la quale si chiede il riconoscimento del servizio in questione, ai sensi del Dpr 399/88 art. 3 comma 4. Il riconoscimento del servizio consente di progredire anche di molto nella carriera e di avvicinarsi prima o addirittura agganciare la successiva fascia stipendiale. Va aggiunto che il riconoscimento tardivo (cioè dopo almeno sedici anni di servizio ricostruito) non esclude la sempre possibile vertenza al giudice del lavoro per ottenere fin da subito il riconoscimento integrale del servizio, cioè non decurtato del terzo. Con la vertenza giudiziaria, che trova fondamento nelle recenti decisioni comunitarie in merito al Principio di non discriminazione tra servizio di ruolo e non di ruolo, si possono ipoteticamente ottenere sia l’avanzamento precoce della carriera, sia, nei limiti della prescrizione decennale, gli arretrati che partono in questo caso non dalla data del riconoscimento tardivo ma fin dall’inizio.
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