Modena, ancora 66 luoghi in provincia dove c’è amianto
Aggiornata la mappa della Regione, ancora tanto da fare a Modena e provincia. «Tanti luoghi parzialmente bonificati, altri sotto controllo», spiega l'ente
MODENA. La mappa dell’amianto in provincia di Modena ha subito un ulteriore aggiornamento. Ieri in Regione la presentazione del nuovo documento del quale sono noti, al momento, solo i numeri. E per la provincia di Modena dicono che i siti che ancora contano la presenza di amianto sono 66, ma tra questi ce ne sono 18 in disuso.
DOVE. Scuole di ogni ordine e grado, ospedali e case di cura, impianti sportivi, grande distribuzione commerciale, istituti penitenziari, cinema, teatri, sale convegni, biblioteche, luoghi di culto. «Sono 1.198 i siti (pubblici o privati aperti al pubblico accesso) mappati - dice la Regione - dove l’amianto (sia friabile che compatto) è stato totalmente rimosso in oltre il 70% dei casi (894); i rimanenti 300 circa sono per la maggior parte parzialmente bonificati e comunque sotto controllo e in sicurezza.
IL PROGETTO. Questo, in sintesi, il bilancio al 31 dicembre 2016 dell’attività di bonifica per rimozione completa del materiale contenente amianto in Emilia-Romagna. La Regione infatti, con un’apposita delibera (la n. 1302 del 5 luglio 2004), ha approvato il progetto “Mappatura delle zone del territorio regionale interessate dalla presenza di amianto”. Già prima, con il Censimento dell’amianto friabile nell’ambito del precedente Piano regionale del 1996, erano stati individuati 1.889 edifici privati o di interesse pubblico e 2.540 edifici aziendali con materiali contenenti amianto in matrice friabile, bonificati negli anni successivi.
Per tutelare ancora di più i lavoratori che sono esposti - o che sono stati esposti -all’amianto, il Piano prevede la costruzione di un programma regionale di assistenza, informativa e sanitaria, dedicata ai lavoratori ex esposti ad amianto nei Dipartimenti di Sanità Pubblica delle Aziende Usl, e l’istituzione di una rete regionale per la presa in carico dei pazienti affetti da mesotelioma pleurico.
GLI ASSESSORI. «Come per altri temi, anche in questo caso abbiamo lavorato con un approccio integrato- hanno spiegato gli assessori regionali all’Ambiente, Paola Gazzolo, e alle Politiche per la salute, Sergio Venturi- quello dell’amianto è un tema trasversale, che va dalla mappatura della sua presenza sul territorio, e quindi la bonifica e lo smaltimento, alla gestione delle problematiche estremamente complesse della presa in carico dei pazienti affetti da mesotelioma. Con questo Piano ribadiamo e rafforziamo il nostro impegno concreto per la tutela della salute, dell’ambiente e per la prevenzione della salubrità nei luoghi di lavoro. Lo dobbiamo a tutti- hanno ricordato Venturi e Gazzolo- ed è un modo per rendere giustizia a chi ancora oggi si ammala per esposizione all’amianto, e a chi è morto».
Sul totale, 26 milioni - di cui 9 solo in questa legislatura - sono stati stanziati per gli interventi nelle imprese (piccole, medie e grandi); gli altri 2,8 milioni sono serviti per effettuare rimozioni d’amianto in 20 scuole già mappate dalla Sanità col Piano del 1996, oltre ad altre 52 scuole extra mappatura.
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