Modena. San Damaso, ancora furti: l’esasperazione è alle stelle
Nuovo allarme lanciato da negozianti e dipendenti del comparto commerciale «Assalti continui, persino durante la riunione per creare il controllo di vicinato»
MODENA. Per farsi un’idea della situazione basta pensare a quello che è successo due settimane fa, quando i ladri hanno colpito… durante l’assemblea sulla sicurezza. E per chi preferisce i numeri c’è un dato ugualmente significativo: diciotto furti negli ultimi due anni (esclusi i taccheggi, che sono più difficili da contare). Lo sanno bene i sessanta dipendenti delle otto attività, che per la metà sono donne che tra le 19 e le 20 devono uscire al buio e mettersi in macchina, comprensibilmente con un po’ di apprensione. Succede a San Damaso, nel complesso che ospita Pittarosso, Prenatal, Smarty, il bar Free Birds, Fifty abbigliamento, Casa Graziella, l’acetaia Abcd e lo showroom di serramenti Ti-Effe Service: una galleria costantemente presa di mira dai malviventi, tanto che l’ultimo colpo in acetaia è andato in scena proprio durante l’assemblea del 24 novembre, quando oltre cento persone si sono riunite in polisportiva per organizzare il controllo di vicinato. In realtà i ladri sono tornati anche due giorni dopo, tentando di sfondare il muro posteriore di Pittarosso, ma riuscendo solo a danneggiare la struttura, mettendo fuori uso luci e telecamere. Una situazione esasperante, come conferma Giancarlo Salvaterra, rappresentante della proprietà dell’immobile in cui operano otto attività: «Fino a due anni fa possiamo dire di aver vissuto una situazione normale - spiega - con qualche furto, ma certamente nulla a che vedere con quello che è successo negli ultimi 24 mesi». Due anni in cui tutti hanno avuto a che fare con i ladri, dai quattro furti nel negozio di abbigliamento ai fori con il martello pneumatico fatti nel muro di Pittarosso. «Furti che in qualche caso sono più grossi - riprende Salvaterra - ma che a volte rappresentano più un fastidio per tutto quello che comportano, dal giorno di chiusura per fare la denuncia a quello per rimettere a posto tutto». Anche perché quell’edificio tra la Vignolese e via Carriera ne ha viste di tutti i colori: «In un caso hanno addirittura sradicato i quadri elettrici - spiega ancora il rappresentante della proprietà - perché cercavano il punto in cui il muro aveva il minor spessore. Ma tutto questo sarebbe quasi secondario se non ci fosse la preoccupazione per i dipendenti, che ora hanno paura di uscir al momento di rientrare a casa. Insomma, quest’area sta diventando terra di nessuno, nonostante tutti abbiamo speso un patrimonio tra antifurti e vigilanza». Ora le otto attività della galleria stanno valutando la possibilità di dotarsi di una guardia giurata stabilmente presente di notte, anche se la spesa da sostenere è molto importante: «Abbiamo scritto una lettera aperta al quartiere, al Comune e alle forze dell’ordine - conclude Salvaterra - sappiamo bene che le forze sono limitate, ma nel giro di due anni ci siamo trasformati da isola felice a terra di nessuno». (l.g.)
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