Gazzetta di Modena

Modena

Il sindacato di polizia Siulp 

«Sicurezza, adesso possiamo ripartire»

«Sicurezza, adesso possiamo ripartire»

Sicurezza, ora è il ritornato il momento di agire tutti insieme e senza più le divisioni che erano state create dal precedente questore. E’ questo in estrema sintesi il messaggio diffuso dal...

2 MINUTI DI LETTURA





Sicurezza, ora è il ritornato il momento di agire tutti insieme e senza più le divisioni che erano state create dal precedente questore. E’ questo in estrema sintesi il messaggio diffuso dal sindacato di polizia Siulp. «Leggiamo delle varie iniziative politiche, gli incontri e i comunicati che hanno come tema la sicurezza e l’ordine pubblico - riporta la nota del sindacato - Ora anche i cittadini si mobilitano evidenziando, tra l’altro, la mancanza di coordinamento tra i vari attori della sicurezza pubblica e della giustizia, che si è tradotto in un abbassamento generale del livello di tranquillità sociale, libertà personali e tutela della proprietà».

Ci piacerebbe dire “ve lo avevamo detto”, quando in tempi non sospetti lamentavamo una sciagurata gestione operativa, che di fatto ha portato all’annullamento del patto della sicurezza di Modena, che ha come suo aspetto fondante la collaborazione tra le forze istituzionali. In particolare, tra la polizia di stato e la polizia municipale, che di fatto avevano sempre collaborato tra loro con eccellenti risultati, anche dal punto di vista investigativo». «Ma, qualcuno ha pensato bene di stravolgere questo collaudato sistema - sostiene il Siulp riferendosi all’ex questore Fassari - privilegiando la tesi del “noi facciamo questo mentre voi vi occupate di qualcos’altro” arrivando persino a vietare formalmente attività di collaborazione su operazioni di carattere investigativo ed operativo che potevano portare benefici alla comunità con risposte su molte problematiche sollevate dai comitati dei cittadini».

Ma ora c’è un nuovo questore e il Siulp è speranzoso: «Dobbiamo ripristinare quello spirito di collaborazione che serve alla città. Soprattutto nel campo investigativo - e ci riferiamo alla Squadra Mobile - dove va assolutamente riportata la giusta serenità che serve al personale per affrontare questa ennesima emergenza di criminalità che non può essere affrontata con la sola ricerca degli “arresti facili” con il solo obiettivo di fare statistica».

«Il passato ci insegna che fenomeni come lo spaccio, la prostituzione, i furti ed i genere i reati di rilevante allarme sociale, si combattono anche e soprattutto attraverso una attività di indagine, che richiede giusti tempi e mezzi idonei, ma che poi conduce a “smantellare” le organizzazioni che gestiscono questi traffici illeciti, e non ad eliminare solamente il piccolo pesce il quale viene sostituito subito. C’è un nuovo Questore che abbiamo avuto il piacere di incontrare e ci è sembrato una persona che privilegia il dialogo ed il confronto e la collaborazione istituzionale, per cui ci aspettiamo che a breve si possa tornare a fare “sistema”. A lui abbiamo chiesto espressamente alcuni interventi di natura organizzativa, ma ovviamente dobbiamo dargli il tempo di capire le dinamiche interne ed esterne di questa provincia».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google