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GUERNICA 

«Al Cavour rifugio per poveri Oggi la la politica è assente»

«Hanno provato continuamente in questi giorni a ridurre sempre tutto ad una contrapposizione. Noi il male loro il bene. Noi gli illegali loro quelli che purtroppo non possono fare altro che essere...

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«Hanno provato continuamente in questi giorni a ridurre sempre tutto ad una contrapposizione. Noi il male loro il bene. Noi gli illegali loro quelli che purtroppo non possono fare altro che essere legali. Noi quelli che occupano una futura mensa per i poveri, loro quelli della carità. Più cattivi di così non si può. Tutto sempre ridotto alla contrapposizione e questo solo perché il dibattito reale è sfuggito loro di mano».

Così cominci il comunicato degli occupanti all’ex Cinema Cavour per spiegare che rifiutano la contrapposizione che si sta esacerbando in questi giorni di discussioni, ricerca di aperture politiche e chiusure nette, come quella del sindaco. Si legge ancora: «Non solo noi non ci opporremo ad una mensa sociale, anzi stavamo giusto pensando che, nell'attesa che la politica si desti dal letargo, cominceremo noi ad usare l'ex Cinema Cavour come un rifugio.. il Rifugio Cima Cavour mt.50 per tutti coloro che pagano le conseguenze delle scelte della politica. Lo faremo anche se questa non è la nostra battaglia. Ma nella condivisione di uno spazio ogni uso sociale va percorso e lo percorreremo per creare nuovi spazi in cui le persone possano fare fronte allo loro difficoltà: gli spazi della lotta politica. Il problema è che la politica non si ponga il problema della povertà».

«La Diocesi fa ciò che deve, percorre il suo percorso antico di millenni. Quella che è assente è la politica. E l'azione da fare per evitare che esistano mense per i poveri è creare le condizioni sociali affinché il lavoro, la casa, il reddito, l'istruzione, la salute e l'autodeterminazione siano alla base dei percorsi politici di una città. Cemento e centri commerciali non sono la risposta. Quindi non siamo noi il problema. Noi lo solleviamo. E vi diciamo che l'assistenzialismo è compito della Diocesi. Per tutti gli altri è lavarsi la coscienza. », conclude il Guernica.

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