Laboratorio InK-LaB: «Arte e creatività? Un po’ come fare dolci e pasticcini»
Sylvie Borghi è l’ideatrice del laboratorio InK-LaB dove si apprendono i segreti della serigrafia
MODENA. «Mi viene molto difficile parlare in modo razionale del mio lavoro creativo. È quasi come spiegare perché respiro». Sylvie Borghi, 36 anni, vive in provincia di Modena, si sta cimentando nel mondo della pasticceria e da sempre coltiva l’arte, come forma di espressione e di pensiero.
«Noto una certa affinità tra le arti creative e la pasticceria. È un lavoro che richiede passione, dedizione, pazienza e sacrificio. Se non lo ami difficilmente durerai a lungo. Disegno fin da quando ero piccola, mio padre aveva una galleria d’arte e probabilmente stare in mezzo a tutte quelle immagini mi ha molto influenzata - sorride Sylvie - La strada delle illustrazioni è venuta da sola. Già quando frequentavo le superiori disegnavo piccole strisce di fumetti con le avventure mie e delle mie amiche. Sono una sognatrice, un’amante delle fiabe e disegnare mondi o personaggi fantastici, sospesi in uno spazio indefinito e fuori dal tempo, mi viene naturale. Amo anche molto lavorare con le mani in tre dimensioni e i materiali che prediligo sono l’argilla e il gesso ma purtroppo non ho lo spazio adatto né il tempo per lavorarli, quindi ripiego su cose più gestibili in ambito casalingo come le paste polimeriche che modello sulle forme dei personaggi che disegno».
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Sylvie è affascinata anche dalla serigrafia «un processo artistico - ci racconta - che mi ha sempre incuriosito: trovo che la possibilità di replicare la stessa immagine più e più volte, in modi differenti e su diversi supporti sia fantastico. Mi ci sono avvicinata un paio di anni fa come autodidatta. Avrei voluto partecipare ad un corso ma per me erano tutti fuori budget quindi ho deciso che avrei imparato da sola. Ho reperito i materiali e da li è iniziata l’avventura che ha portato anche alla creazione del progetto “InK-LaB”: un laboratorio condiviso aperto a chiunque voglia imparare i primi rudimenti della serigrafia».
Sulla pagina facebook Sylvie_b è possibile vedere i suoi lavori: «Nei giorni scorsi, sono riuscita a ritagliarmi un po’ di tempo per finire diverse illustrazioni che avevo nel cassetto, le ho mandate in stampa e sono diventate dei biglietti d'auguri da regalare alle persone che ci stanno più a cuore. In generale, disegno illustrazioni che spesso lego ad un aforisma e creo quadri decorativi per pareti. Tra gli ultimi arrivati, ci sono i Cicciocorni, gli unicorni ciccioni che vivono tra le stelle e le nuvole. Con un po’ più di tempo a disposizione, con loro mi piacerebbe creare un libro per bambini... Non riesco a vivere della mia arte e la verità è che non so se vorrei farne un lavoro - dice Sylvie - A volte ci ho pensato però ho paura che a far dipendere le bollette da queste cose, rischierei di trovarmi a non sentirle più come un volo dell’anima ma come un peso. Preferisco tenerle libere dagli affari materiali. Mi piace creare per il piacere di farlo, non per obbligo». Cosa vuol dire, per te, fare arte nel 2017? «Direi che fare arte in un momento in cui tutti si sentono artisti e in cui pesa di più il modo in cui ti “vendi” rispetto alla passione, all’urgenza, al genio, è difficile. Molto difficile. Per quanto mi riguarda - conclude Sylvie - quello che creo direi che sia una sintesi della realtà che mi circonda filtrata dal mio modo di vedere, di sentire il mondo e di percepire il bello. La mia più grande soddisfazione? L’ho tutte le volte che qualcuno passando davanti alle mie opere in esposizione le apprezza in modo spontaneo».
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