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Modena medaglia d’oro «l’orgoglio e la memoria»

di Gabriele Farina
Modena medaglia d’oro «l’orgoglio e la memoria»

Ricordata con un consiglio comunale straordinario l’onorificenza al valor militare Muzzarelli: «Chi dimentica il passato rischia di riviverne le pagine peggiori»

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MODENA. Mario Allegretti, Gabriella Degli Esposti, Selvino Folloni, Alcide Garagnani, Demos Malavasi, Emilio Po, Walter Tabacchi. I nomi riecheggiano nella sala del Consiglio comunale, accompagnati dal ricordo dell’impegno partigiano. L’8 dicembre 1947 i sette sono stati premiati a Modena dall’allora presidente Enrico De Luca con la Medaglia d’oro. Non l’hanno ricevuta direttamente loro, ma le famiglie. Da Allegretti a Tabacchi avevano tutti perso la vita per combattere contro il nazifascismo.

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Un impegno condiviso da molti e che ha portato Modena, lo stesso giorno, a ricevere la Medaglia d’oro al valore militare. Quella giornata è stata ricordata ieri, nel settantesimo anniversario, nel corso di una seduta straordinaria del Consiglio comunale. Un impegno quello dei modenesi ricordato anche dal messaggio inviato, tramite il prefetto, dal premier Paolo Gentiloni: «Lo straordinario apporto dei cittadini modenesi ha rappresentato un tassello fondamentale nella riconquista della libertà del nostro Paese». Il prefetto Maria Patrizia Paba, ha riportato anche i saluti del presidente della Repubblica e la testimonianza del ministro della Difesa, Roberta Pinotti. Per il ministro «alcuni episodi degli ultimi mesi dimostrano che nulla è per sempre» per cui occorre «tenere vivi i valori di solidarietà, sacrificio, amore della patria». Una sfida non facile, ma fattibile. «Nello stemma cittadino c’è scritto proprio di rendere possibili le cose difficili», ha ricordato il prefetto Paba. «Dobbiamo riaffermare a voce alta che in questa Repubblica democratica non c’è spazio per i rigurgiti fascisti né per qualsiasi forma di razzismo», ha detto Francesca Maletti, presidente del Consiglio comunale, nel suo intervento che ha preceduto quello del sindaco Gian Carlo Muzzarelli. Per il primo cittadino La Medaglia d’oro al valor militare è da settant’anni per Modena e i modenesi «un motivo di orgoglio, un simbolo dell’identità collettiva ma soprattutto un impegno da onorare ogni giorno e per gli anni a venire».

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Muzzarelli ha ripreso una frase di Corassori, primo sindaco del dopoguerra, per sottolineare un impegno «ora e sempre di tutte le nostre forze per difendere la libertà riconquistata». La stessa libertà che porta gli alunni delle scuole Leopardi ad affermare l’importanza di essere modenesi in un video. Realizzato con l’istituto Memo, il filmato alterna le testimonianze dei giovanissimi e le note di Vasco Rossi. Un messaggio di speranza, sentimento che ritorna nelle parole del sindaco. «Nonostante le nubi, questo 8 dicembre è per noi ancora un giorno di speranza», testimonia Muzzarelli. «Chi dimentica il passato rischia di riviverne le pagine peggiori», ha poi ammonito Bonaccini. Il presidente della Regione sostiene quindi «il dovere della memoria» e da modenese ha rimarcato come nell’immediato dopoguerra la nostra «era una delle dieci province italiane con il più ampio tasso di disoccupazione». La ripresa economica è stata anticipata dalla consegna del 8 dicembre 1947. Un evento che il governatore definisce un «patto tra il nuovo Stato e i suoi nuovi cittadini». Un patto con cui i giovani antifascisti di Modena erano stati dichiarati, «prima di chiunque altro, Padri fondatori della Costituzione e», ha ripreso Bonaccini. «Serve a poco ragionare di sinistra, destra, rossi o neri - ha invece detto Mario Bussetti (M%S) - perché con l’8 dicembre si celebra l’unico colore che dovrebbe identificare questa città: l’oro della Medaglia che Modena porta appuntata al petto, orgogliosa per tutti quei gesti di libertà dei suoi concittadini». Una medaglia consegnata simbolicamente ai parenti dei sette caduti modenesi presenti ieri in Consiglio.
 

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